L’AQUILA – Gli arresti effettuati ieri dalla Forestale e dalla squadra Mobile di Pescara su presunti appalti truccati e tangenti, tra i quali spicca il nome del presidente dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), Ezio Di Cristoforo, hanno riacceso i riflettori sul cosiddetto “partito dell’acqua”.
Composto trasversalmente da esponenti tanto del centrodestra che del centrosinistra, è da tempo al centro della volontà riformatrice della Regione Abruzzo che, però, fino a oggi è stata in grado di tagliare solo i sei enti d’ambito territoriali (Ato), cioè quegli organismi pubblici di indirizzo politico che avevano il compito di esercitare il controllo analogo sulle società di gestione, anch’esse a totale partecipazione degli enti locali, attraverso l’individuazione degli investimenti da effettuare sui territori e la definizione delle tariffe sul ciclo idrico integrato (acqua, fognature e depurazione).
A capo del sistema oggi c’è un commissario unico, il direttore regionale Pierluigi Caputi, che già da tempo ha segnalato la crisi del settore, gravata da un debito complessivo di 25 milioni di euro.
“Un punto di non ritorno, come un elastico che si sta per spezzare”, ha osservato l’assessore regionale competente, Angelo Di Paolo.
Sotto la supervisione dell’Ato c’è una ragnatela di sei società le cui azioni sono interamente in mano ai comuni.
Al vertice di queste aziende, nella quasi totalità dei casi, ex sindaci o primi cittadini in carica, funzionari di partito e persone di fiducia della politica che incassano laute indennità.
ACA (PESCARESE E UNA PARTE DEL CHIETINO)
Presidente è Ezio Di Cristoforo, esponente del Partito democratico, finito ai domiciliari nell’ambito dell’indagine “Shining light” e accusato di aver intascano circa 50 mila euro di mazzette grazie a bandi di gare manipolati.
Suo vice è Giuseppe Di Michele, candidato sindaco sconfitto del centrodestra alle ultime elezioni comunali di Castilenti (Teramo), il terzo componente del Consiglio di amministrazione è Concetta Di Luzio, primo cittadino di Casalincontrada (Chieti), vicina ai democrat.
CAM (MARSICA)
Il Consorzio acquedottistico marsicano è stato al centro di una furibonda polemica che ha portato alla defenestrazione da presidente di Lorenzo De Cesare, già assessore del Popolo della libertà nella Giunta di centrodestra di Avezzano, quindi candidato sindaco con Alleanza di centro nel 2012. Al ballottaggio ha fatto confluire i suoi voti su Gianni Di Pangrazio (centrosinistra) ma negli ultimi giorni è entrato in feroce polemica con il primo cittadino.
Al suo posto è stato nominato il tecnico Andrea Ziruolo, che ha al suo fianco l’amministratore delegato Luca Ciarlini.
A vigilare sul lavoro del Cda un consiglio di sorveglianza, non retribuito, composto dal presidente Antonino Lusi, sindaco del Pd di Capistrello, dal collega (anche di partito) di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, dal consigliere provinciale del Pdl Pasqualino Di Cristofano, da Bruno Ranati, vicino al consigliere regionale pidiellino Emilio Iampieri, e dal vice sindaco di Avezzano, Ferdinando Boccia, del centrosinistra.
GRAN SASSO ACQUA (AQUILANO)
A capo della Gsa c’è l’ex sindaco di Acciano ed ex presidente dell’assemblea provinciale del Pd, Americo Di Benedetto, da poco riconfermato all’unanimità nel suo ruolo, che ha sospeso la sua indennità.
Gli altri componenti del Cda sono i dirigenti del Comune dell’Aquila Mario Di Gregorio e Paola Giuliani, entrambi non retribuiti, subentrati al posto di Salvatore Santangelo (Pdl) e Angelo Bonura (Pd).
RUZZO RETI (TERAMANO)
Proprio in questi giorni è scaduto il bando per la nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione, dopo lo scioglimento del precedente Cda in seguito alle dimissioni di tre dei cinque componenti.
In precedenza il vertice della Ruzzo Reti era composto da un quintetto interamente riconducibile al centrodestra: il presidente Vittorio Scuteri, vicino all’assessore regionale Paolo Gatti (Fratelli d’Italia), il vice Carlo Ciapanna, fedelissimo del deputato Paolo Tancredi (Pdl), Dante Di Marco, candidato sindaco sconfitto alle precedenti amministrative di Roseto, Serafino Impaloni, uomo di fiducia del governatore Gianni Chiodi, e Ferdinando Martini.
SACA (AREA PELIGNA E ALTO SANGRO)
Il presidente della Servizi ambientali centro Abruzzo è l’esponente del Pd di Pratola Peligna Domenico Petrella, numero due è Natale Di Natale, un tempo vicino a Forza Italia, espressione del territorio dell’Alto Sangro. Chiude il terzetto Danilo Rossi, già assessore di Alleanza nazionale alla Provincia dell’Aquila, ora nel Pdl.
SASI (AREA FRENTANA E VASTESE)
La Società abruzzese per il servizio idrico integrato è comandata dall’ex manager dell’Italgas Domenico Scutti, proposto dal Pd.
Un volto notissimo siede sulla poltrona di vice presidente, si tratta dell’ex assessore regionale Vincenzo Palmerio, dell’Unione di centro, partito che con il Pd ha fatto filotto nelle nomine Sasi.
L’altro membro del Cda, infatti, è il democrat Giuseppe De Vito.





