PESCARA – “La Regione Abruzzo dimostri di credere davvero Parco regionale ‘Sirente-Velino’ e nell’ambiente, che non riesce a decollare né semplicemente ad approvare il proprio Piano di Assetto. Il Parco è un patrimonio dell’intero Abruzzo che può rappresentare un formidabile volano per il rilancio sociale ed economico, purché non venga considerato soltanto come una smunta mucca da mungere”.
È quanto chiedono alla Regione le associazioni ambientaliste abruzzesi.
In particolare Wwf, Legambiente, Ambiente e/è Vita, Archeoclub, Pro Natura, Fai, Lipu e Italia Nostra, “consapevoli dell’importanza del patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale del territorio del Sirente-Velino e delle esigenze delle sue popolazioni”, chiedono che “sia approvato finalmente il Piano del Parco, il cui testo è pronto da anni, accelerando al massimo il confronto con le comunità locali; ricominci l’iter per l’approvazione della nuova legge sul cui contenuto sono pronte a discutere e a confrontarsi; vengano ricostituiti, sulla base della nuova legge, organi gestionali democraticamente eletti; venga riorganizzata la pianta organica e adeguata la dotazione finanziaria per garantire un ottimale funzionamento dell’Ente”.
“Semplicemente inaccettabile la situazione attuale – dicono gli ambientalisti – che la Regione dimostra di voler risolvere attraverso la presentazione da parte del governo abruzzese di un disegno di legge che, esprimendo nelle sue linee generali una nuova ipotesi di gestione, potrebbe rappresentare un punto di svolta, liberando finalmente il Sirente Velino dai condizionamenti localistici, dettati da miopi visioni clientelari e assistenziali, che lo hanno in questi anni sempre ingessato. La proposta di legge è certamente migliorabile e dovrà comunque passare, prima dell’approdo in aula, attraverso un serio confronto con il territorio e con i portatori di interesse ben al di là del solo perimetro protetto”.
Respingendo “decisamente e vigorosamente ogni tentativo di emendamenti che minerebbero l’esistenza stessa del Parco Sirente-Velino”, le associazioni propongono l’apertura di un tavolo di confronto per arrivare rapidamente alla definizione della nuova disciplina. I valori del Parco Sirente-Velino – sottolineano – sono tali che, qualora dovesse invece protrarsi l’attuale e troppo lunga fase di immobilismo dettata da inadeguatezze normative, varrebbe la pena chiedere al Governo di farne un parco nazionale”.
Le associazioni chiedono inoltre che la Regione “dimostri con i fatti di credere nella tutela dell’ambiente e di comportarsi di conseguenza. Dopo quelli del 2014 (-14%) e del 2015 (-7,5%) – spiegano – sono stati infatti già annunciati ulteriori tagli ai fondi per le Riserve Regionali. Sarebbe, se le voci trovassero malauguratamente conferma, il terzo anno consecutivo nel quale il governo abruzzese taglia risorse a un settore strategico per la propria economia”.




