L’AQUILA – “Ieri, durante il Consiglio straordinario sul Parco della Luna, ci sono stati una quindicina di interventi – fatti per lo più da giovanissimi – molto maturi ed equilibrati, che cercavano sinceramente l’apertura di un dialogo e di un percorso di partecipazione  sul futuro di Collemaggio e sull’esperienza di autogestione di CaseMatte. Dall’altra parte però era già stato tutto deciso e i (soli) tre interventi dei consiglieri di centrodestra (sindaco e Giunta erano assenti ad eccezione del vicesindaco Raffaele Daniele che non ha preso parola) sono stati un concentrato di disonestà intellettuale, ideologia e propaganda, buoni solo per l’algoritmo e per alimentare paura e odio”.

Così, in una nota, Alessandro Tettamanti, segretario del circolo PD L’Aquila Centro.

Di seguito la nota completa.

 

“Erano infatti del tutto pretestuosi, in quanto il loro voto contrario all’Ordine del giorno presentato dalle opposizioni sul Parco della Luna, era già stato deciso prima di cominciare, per partito preso, quello del Sindaco Biondi ovviamente, mortificando così ogni tentativo di confronto e reciproco riconoscimento.

Pensare che gli interventi delle associazioni chiamate a parlare, stavano andando talmente bene da illudersi potesse esserci, per la prima volta, una piccola apertura, un primo inedito contatto costruttivo per il bene comune della città.

Ci illudevamo, ma la vergogna è di quei consiglieri e consigliere di maggioranza, che hanno dovuto inventare le ragioni del No tramite funamboliche acrobazie retoriche, offensive e ridicole. Alcuni hanno mostrato proprio di non aver capito quanto si era detto, o peggio ancora non l’hanno ascoltato proprio.

Il tutto per non votare un ordine del giorno che chiedeva solo chiarezza sui lavori del Parco della Luna e garanzie che il progetto – 10 milioni ottenuti nel 2016 grazie ad un’idea progettuale del Comitato 3e32 –  si realizzi e l’operazione non si tramuti piuttosto in un fiasco o peggio ancora in una svendita, in cui a farne le spese sarebbe una delle poche realtà viva nella zona, ovvero CaseMatte.

Una bruttissima pagina di NON democrazia, un manuale su come far odiare le istituzioni ai giovani e le giovani, presenti in oltre cinquanta, che per la prima volta varcavano la soglia della Casa comunale.

Il premio del più cattivo l’ha vinto il consigliere Leonardo Scimia, d’altronde è il capogruppo di Fratelli d’Italia, ruolo che evidentemente si ottiene proprio in base a questo.

Lo ringraziamo però per aver mostrato il volto vero di questa destra estrema: contro ogni forma di partecipazione e democrazia dal basso. Sul territorio questa destra agisce, nella maniera più pura, la ricetta che l’internazionale nera usa in Italia e nel mondo: abbiamo vinto noi, decidiamo solo noi.

Scimia si è accanito sull’occupazione e su quelli che lui chiama diritti di prelazione, quando l’occupazione non c’è perché questo ha stabilito una sentenza del Tribunale dell’Aquila nel 2016, ed è l’Amministrazione a non aver fatto la sua parte per sanare la situazione di CaseMatte, sottraendosi agli impegni presi verso la magistratura e quindi lo Stato di diritto e di fatto aggravando così lo stato di illegalità a Collemaggio, lo stesso che dice di voler combattere.

In quanto al diritto di prelazione, ieri nessuno ha parlato di vantare diritti su niente, ma solo di attivare un processo partecipativo aperto a tutta la città e le sue realtà associative.

Ma la destra è come un pedale distorsore sempre acceso, distorce tutto al massimo per creare paure a cui rispondere con l’odio. A noi invece piace ballare un’altra musica.

Crediamo davvero nella democrazia nei percorsi di partecipazione e nelle assemblee cittadine. Se un giorno tornassimo al governo ascolteremo tutte e tutti come sempre, cercando di fare meglio di quanto lo stesso centro sinistra abbia fatto in passato. Non si prendono decisioni a prescindere, votando acriticamente e mettendo una stigma sugli interlocutori e le interlocutrici.

Ma un altro corollario dell’interpretazione distorta che questa destra estrema ha della democrazia è quello derivante dal  pragmatismo più becero, per cui se non sei un mio potenziale elettore non ti ascolto nemmeno, chi me lo fa fare. E’ così che ragionano ed è così che noi non faremo mai.

Un “noi” , il nostro, ampio ed imperfetto che però deve iniziare a capire, una volta per tutte, che senza un’alleanza reale tra le parti politiche e il blocco sociale di questa città, continuerà a far governare l’estrema destra. Sarebbe il caso, dopo nove anni, di iniziare a combattere seriamente quest’ipotesi creando insieme l’alternativa possibile.