L’AQUILA – Colpo di scena sulla location di piazza Bariscianello, ai piedi della scalinata di San Bernardino, per i Cantieri dell’immaginario, ovvero la nota rassegna estiva di spettacoli che dal 4 luglio al 7 agosto animerà la città su iniziativa del Comune dell’Aquila e degli enti culturali del territorio.

La procura della Repubblica, infatti, dopo la presentazione di un esposto a firma di 106 residenti per la rimozione del palco, ha avuto l’ordine di fare una imputazione coatta dal gip Marco Billi, come riporta il Centro, per via della mancata  richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza.

Nel mirino due dirigenti del Comune dell’Aquila per la presunta violazione dell’articolo 169 del decreto legislativo 42/2004, quello cioè che riguarda gli interventi illeciti su beni culturali. il gip, ritiene infatti che “alla luce delle risultanze istruttorie e della documentazione in atti, sembra configurabile, a carico degli indagati M.B. e V.T. il reato di cui all’art. 169 D.Lgs. 42/04″, si legge nel testo del dispositivo.

“Emerge, in particolare, l’esecuzione di opere di installazione temporanea senza richieste di autorizzazione da parte della Soprintendenza, e che gli indagati hanno rivestito negli anni di riferimento la qualità di dirigente. Il disposto dell’articolo 169 D.Lgs. 42/04, al tal proposito, richiede l’autorizzazione per l’esecuzione di opere di qualunque genere sui beni culturali, e la installazione (seppure temporanea) del palco rientra in tale definizione”. Il giudice dispone pertanto “che il Pm provveda, entro il termine di giorni dieci, a formulare l’imputazione nei confronti degli indagati in relazione al reato di cui all’art. 169 D.Lgs. 42/04”. Il giudice dispone al tempo stesso l’archiviazione, nei loro confronti, del procedimento in relazione alla presunta violazione dell’articolo 328, quello di omissione di atti d’ufficio.

Tutto era partito da un esposto presentato in Procura lo scorso novembre dall’associazione Civico 99, tramite l’avvocato Fausto Corti, la stessa che aveva coordinato la raccolta delle 106 firme finalizzate alla rimozione del palco. In quell’occasione, la presidente di Civico 99, Claudia Aloisio, aveva imbeccato le autorità ricordando loro come la scalinata di San Bernardino fosse sottoposta a vincolo monumentale e di come qualsiasi intervento fosse eseguibile previa autorizzazione della Soprintendenza. Gli esponenti del Pd avevano poi svelato come il Comune non avesse ottenuto alcuna autorizzazione a riguardo. Ragion per cui, secondo l’associazione, “i lavori di montaggio del palco sono abusivi e configurano il reato di cui all’art. 169 del DPR 42/2004”.