AVEZZANO – “Il palazzo e il Parco Torlonia sono patrimonio inalienabile della Regione Abruzzo e della città di Avezzano. Il protocollo tra la Regione e il Comune di Avezzano è finalizzato proprio a cogliere l’obiettivo di valorizzarlo, al fine di elevare la qualità urbana e sociale nell’area centrale della città e di costituire un polo di riferimento per le attività pubbliche, sociali e culturali anche per la Marsica e l’intera Regione”.
E’ quanto afferma il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio in merito alle dichiarazioni del Consigliere regionale del Movimento 5 stelle Gianluca Ranieri che in un’interrogazione ha messo in dubbio in particolare i possibili conflitti d’interesse da parte del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio e del fratello Giuseppe Di Pangrazio, il primo promotore dell’iniziativa di valorizzazione del’intero edificio e parco annesso del palazzo Torlonia, sede della disciolta agenzia regionale sviluppo agricolo, per realizzare un “polo formativo e socio-culturale”, il secondo con il ruolo di finanziatore, e che ha già assicurato un budget iniziale per la gestione della struttura fino al 2016.
“In sede di approvazione della legge di scioglimento dell’Arssa – spiega Giuseppe Di Pangrazio – fu proprio un mio emendamento a rendere inalienabili i beni di valore storico-architettonico realizzati nelle bonifiche del Fucino con questo intento mi sono fatto promotore dell’iniziativa della loro valorizzazione, attraverso una collaborazione istituzionale che consentirà la qualificazione e la gestione di quel patrimonio tramite il Comune di Avezzano, considerando le difficoltà ordinarie della Regione dopo la chiusura dell’Arssa”
L’iniziativa, sepcifica il presidente “raccolta con proprio atto deliberativo dalla Giunta Regionale (n. 49 del 27 gennaio scorso), ha ricevuto una legittimazione piena anche dal settore che gestisce il patrimonio della Regione. Ogni rapporto intercorso conseguentemente con il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, è dunque da ritenersi legato a relazioni di natura esclusivamente istituzionale e non personale. Auspico pertanto che nell’interesse generale del progetto, lo stesso Consigliere regionale Ranieri voglia collaborare, nel ruolo e nelle funzioni istituzionali che gli sono proprie”.




