L’AQUILA – I lavori di adeguamento e ristrutturazione di Palazzo Margherita, nel post sisma 2009, portano il Comune dell’Aquila in tribunale.

Infatti, la ditta Samoa restauri, con decreto ingiuntivo del Tribunale dell’Aquila, richiede la somma di € 218.614,81, oltre interessi e spese, conseguenti al supposto mancato versamento in suo favore dell’importo, a titolo di adeguamento straordinario dei prezzi, relativo ai lavori di consolidamento e recupero di Palazzo Margherita principale sede dell’ente locale.

Una somma, dunque, che potrebbe fluttuare fino a raggiungere i 300 mila euro. L’Ente, che è tornato nella sede ormai da 2 anni, tramite delibera di Giunta ha dato mandato all’ufficio legale di opporsi.

Appaltare i lavori non fu facile e la  svolta ci fu dopo una serie di rimpalli di competenze e pastoie burocratiche, alimentate da un fitto carteggio tra Comune e Genio civile.

La Soprintendenza, alla luce dei ritardi nella ristrutturazione del palazzo simbolo dell’Aquila, avocò a sé la supervisione dell’intera operazione.

L’iter di approvazione del progetto di Palazzo Margherita si è imbattuto in più di un ostacolo. E non sono mancate le frizioni tra Comune e i responsabili del Genio civile.

A eseguire i lavori è stato, per l’appunto,  il consorzio Samoa Restauri, a cui aderirono Sepe costruzioni e Digimastri, che si è aggiudicato l’appalto per 8,9 milioni di euro, con un ribasso su base d’asta del 26 per cento. Sette milioni furono stanziati, nel 2010, dall’allora commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi. Cinque milioni sono stati frutto della raccolta fondi avviata da Federcasse Bcc.