PESCARA –  “La popolazione vestina non merita di essere ingannata con allarmismi e notizie volutamente esasperate. Chi, con un ruolo istituzionale, dice che si cancellano gli ospedali induce i cittadini in errore. Nessuno sta smantellando o cancellando l’ospedale di Penne (Pescara)”. 

Lo afferma il manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, che illustra i contenuti dell’atto aziendale presentato alla Regione e cerca di fare chiarezza sulle sorti della struttura sanitaria del capoluogo vestino.

Una precisazione che arriva dopo la protesta in difesa dell’ospedale San Massimo di ieri pomeriggio a Pescara con un corteo che ha portato 300 manifestanti da Piazza della Repubblica in Piazza Italia, davanti il Palazzo del Governo. In testa al corteo i sindaci dei centri dell’area Vestina con la fascia tricolore. All’incontro con la cittadinanza sono risultati assenti l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, i vertici della Asl e il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso.

“Rispetto al decreto del ministro Lorenzin – spiega Mancini – ci sono 33 posti letto e sette reparti (Unità operative) in più. Per quanto riguarda il dipartimento di chirurgia, il decreto prevedeva il Day surgery senza posti letto, mentre noi abbiamo optato per l’Unità operativa semplice con 2 posti letto. Sono inoltre previsti l’Unità operativa semplice di Otorinolaringoiatria (2 posti letto), il servizio di Oculistica e l’Unità operativa semplice Dipartimentale Artroscopia e Traumatologia (2 posti letto), tutti non previsti dal decreto ministeriale”.

“Per quanto riguarda il dipartimento di Medicina – aggiunge – il decreto prevedeva 20 posti letto, mentre noi abbiamo previsto l’Unità operativa complessa, con 30 posti letto, perché intendiamo assorbire anche la Geriatria. Il personale di Geriatria, tra cui il sindaco di Penne, resterà li. Sebbene il decreto non li prevedesse, nell’atto aziendale abbiamo inserito anche l’Unità operativa semplice dipartimentale Lungodegenza, con 15 posti letto, anche per accogliere pazienti da Pescara, l’Unità operativa semplice diagnostica apparato digerente e il servizio di Emodialisi (12 letti)”. 

“C’è poi l’Unità operativa semplice dipartimentale ginecologia e interruzione di gravidanza (2 posti letto) – prosegue il manager della Asl – non prevista dal decreto. Insieme a quello di Avezzano (L’Aquila) è uno dei due centri regionali per l’interruzione di gravidanza. Ci sono inoltre l’Unità operativa semplice dipartimentale Laboratoristica Territoriale, il servizio di Radiologia, il servizio Trasfusionale e il servizio Oncologia”.

“Per quanto riguarda l’emergenza urgenza – spiega ancora Mancini – abbiamo previsto l’Unità operativa semplice di Pronto soccorso e quella di Terapia intensiva post operatoria (anestesia-rianimazione). In materia di emergenza urgenza è una follia pensare che i codici rossi possano essere trattati all’ospedale di Penne, perché per quei casi serve un ospedale che abbia tutti i reparti necessari”.