L’AQUILA – Oltre 15 mila sedute di radioterapia per il trattamento di tumori realizzate nel 2015, con particolare successo nella cura di quelli alla mammella e alla prostata. 

Sono i numeri dell’unità di Radioterapia oncologica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila che accoglie e cura ogni anno centinaia di pazienti provenienti da varie parti della regione e d’Italia, con oltre 40 trattamenti giornalieri. 

L’unità del capoluogo è infatti l’unica in Abruzzo ad avere in dotazione l’acceleratore lineare dotato di micromultileaf Apex che esegue trattamenti delle lesioni cerebrali con un margine di errore di soli 2,5 millimetri. 

“L’Apex è in uso in pochissimi altri ospedali d’Italia, tra cui il nostro e in molti casi si sostituisce alla chirurgia – spiega il professore Ernesto Di Cesare, responsabile dell’unita operativa – Ha potenti raggi che bruciano il tumore e metastasi e in questo modo si evita l’operazione chirurgica che per arrivare alla metastasi di solito distrugge parti di cervello sano”. 

Dal 2009 a oggi sono stati un centinaio gli interventi di radiochirurgia a livello cerebrale effettuati con l’Apex, donato nei mesi del post sisma dalla Protezione civile.

“Con la radioterapia curiamo molti tipi di tumore e i risultati sono ottimi. Il 40 per cento dei casi che trattiamo è costituito da quelli alla mammella, il 30 per cento prostata e il restante 30 da tumori al cervello e in altre parti del corpo – aggiunge – Per la mammella e la prostata la percentuale di successo è nella quasi totalità degli interventi, mentre nei casi più gravi che riguardano altri tumori, la radioterapia allunga la sopravvivenza del paziente”. 

I pazienti vengono seguiti anche nella successiva fase del follow up con controlli specifici a sei mesi o a un anno, con Tac ed ecografie. 

Tra le tecniche di intervento utilizzate c’è anche la Brachiterapia, anche questa in dotazione solo nel capoluogo d’Abruzzo..

“I raggi in questo caso sono in un seme radiattivo che introduciamo vicino al tumore bruciando localmente – aggiunge il professore –  I settori di maggiore applicazione sono quello ginecologico, maxillo-facciale e dermatologico. Il sistema di brachiterapia è stato donato da un gruppo di associazioni canadesi al nostro reparto”. 

“Un ottimo livello raggiunto oltre che dalla professionalità del personale anche  grazie al rinnovamento tecnologico iniziato nel 2011 e al rapporto empatico con i pazienti non solo del personale medico, ma anche di quello infermieristico e dei tecnici radiologi, afferma il professore.

“La cura e l’attenzione per il paziente sono a 360 gradi – conclude – Abbiamo predisposto ad esempio dei parcheggi riservati, nove in tutto, proprio fuori dall’unità per non stressare ulteriormente chi deve fare i trattamenti (per un mese consecutivo) con la ricerca del parcheggio”. (m.gal)