L’AQUILA – “Dopo aver trascurato e umiliato la sanità aquilana, Marsilio pensa di poter prendere in giro cittadini, medici e pazienti facendosi un ridicolo giretto propagandistico all’ospedale dell’Aquila promettendo cose che in cinque anni non ha fatto. Se invece di “passerellare” comodamente conoscesse davvero le condizioni in cui è ridotto il San Salvatore, Marsilio farebbe meno il ‘burino’ e chiederebbe scusa per l’indifferenza con cui si è comportato’. Questa foto riassume un po’ la situazione: gli OSS, gli infermieri, i medici, sono costretti a salire sulle barelle per trasportare i pazienti perché gli ascensori o non funzionano o sono troppo piccoli!”
Così il consigliere regionale del Pd e ricandidato alle regionali del 10 marzo, Pierpaolo Pietrucci, in una durissima nota contro il presidente della regione e ricandidato Marco Marsilio, alla vigila della visita del ministro della Salute Orazio Schillaci.
“Chi è costretto a frequentare l’ospedale, purtroppo conosce il calvario che deve affrontare: dai parcheggi, alle file al CUP, alle liste d’attesa, ai costi delle analisi, ai suggerimenti a rivolgersi a strutture private. Gli sforzi e i sacrifici generosi di medici e operatori sanitari non bastano perché il personale è insufficiente, gli spazi inadeguati, le strumentazioni carenti. Il diritto alla Salute – il più importante per oggi cittadino – è colpito a morte da scelte che, nonostante le promesse fatte durante il Covid, impediscono alle persone di curarsi: un terzo dei cittadini rinuncia alle cure per i costi crescenti e i tempi di attesa. Quest’anno in Abruzzo si sono perse 25.000 prestazioni sanitarie e l’Abruzzo nel 2021 ha perso 108 milioni di euro perché quelli che possono vanno a curarsi fuori regione o dai privati. 108 milioni dati alla sanità di altre Regioni”.
“E la Giunta Marsilio di 400 milioni di euro nel Piano per l’edilizia sanitaria che ristrutturerà tutti i nosocomi abruzzesi – conclude Pietrucci -, sapete quanto ha destinato all’ospedale dell’Aquila? Zero euro. Zero euro! La crisi dei Nuclei di cura Primari poi (la ASL1 è l’unica in Abruzzo che non sostituisce i medici che vanno in pensione) è l’ulteriore sfregio a pazienti che non riusciranno a farsi visitare dai medici di famiglia. E questa situazione tragica peggiorerà con la ‘secessioni dei ricchi’, quella Autonomia differenziata che vuole la destra e che penalizzerà le regioni già deboli. La salute è un diritto universale, non solo dei ricchi. Gli abruzzesi se lo ricorderanno il prossimo 10 marzo”.






