L’AQUILA – “L’accorpamento dell’Unità complessa di Medicina ospedaliera dell’ospedale San Salvatore con la Medicina universitaria rientra nel piano di ristrutturazione della Asl previsto nell’atto aziendale. Va chiarito che tale unificazione non ha comportato finora, né comporterà in futuro, a nostro avviso, una riduzione dei livelli assistenziali, in quanto non si traduce in una diminuzione di posti letto. Anche il personale in servizio resterà lo stesso, eccezion fatta per la soppressione di un primariato, nel caso specifico dell’Unità complessa ospedaliera di Medicina”.
È la posizione di Gianfranco Giorgi, coordinatore sanità Cisl della provincia dell’Aquila, Antonio Ginnetti, della Fp-Cgil e Pino De Angelis, Uil sanità, che appoggia quella del manager della Asl n. 1, Giancarlo Silveri, e va in netto contrasto con quella del sindaco, Massimo Cialente, da tempo impegnato a cercare proposte alternative alla chiusura.
“Le polemiche degli ultimi mesi – affermano Giorgi, Ginnetti e De Angelis – stanno fornendo all’esterno un’immagine poco edificante dell’operato di tutti i medici e del personale infermieristico e ausiliare dell’attuale reparto di Medicina: la direzione universitaria, così come stailito dalla Asl, non toglie nulla in termini di assistenza ai malati, di qualità e professionalità del lavoro svolto”.
Alla luce di tutto ciò Cgil, Cisl e Uil ritengono utile “spegnere i riflettori su quello che sta diventando ‘un caso’, solo perché non è stato confermato il primariato di Medicina ospedaliera”.
“Ricordiamo, infine – concludono Giorgi, Ginnetti e De Angelis – che, in passato, sono state apportate diverse modifiche all’assetto dei reparti e dei dipartimenti della Asl aquilana e del San Salvatore, senza che nessuno abbia sollevato un tale polverone”.
La vicenda era esplosa in piena estate con la protesta dei medici di reparto, capeggiati dalla dottoressa Laura Natali, erede dei due storici primari, il nonno Giulio e il padre Gianfranco, fondatori di un reparto con 80 anni di storia.
Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice Stefania Pezzopane, che si è schierata a favore del mantenimento del reparto e ha annunciato di voler presentare sull’argomento anche un’interrogazione parlamentare.



