GUARDIAGRELE – Blitz della Asl Lanciano Vasto Chieti all’ospedale Santissima Annunziata di Guardiagrele (Chieti).

In una giornata, quella di venerdì 20, la Asl ha svuotato il reparto di Psichiatria nonostante le contestazioni del territorio contro il provvedimento della direzione generale. 

I pazienti sono stati trasferiti presso altre strutture in grado di accoglierli. Quella più idonea sarebbe l’ospedale di Lanciano (Chieti) che sarà temporaneamente attrezzato con posti letti aggiuntivi in attesa dell’ultimazione dei lavori presso l’ospedale di Ortona (Chieti) dove, però, la sistemazione potrebbe essere ancora provvisoria.

Il giorno dopo il blitz, questa mattina al Santissima Immacolata è arrivato il sindaco Sandro Salvi, accompagnato dall’assessore Donatello Di Prinzio. “Nonostante la città di Guardiagrele, con la delibera di Consiglio comunale dello scorso 10 febbraio abbia chiesto con forza di non spostare la Psichiatria e di annullare il Decreto 106/2014 del commissario Luciano D’Alfonso – ha detto Salvi – che prevede il trasferimento ad Ortona del reparto psichiatrico e la attivazione della Rems (ex ospedali psichiatrici giudiziari), la Asl ha vuotato tutto il reparto psichiatrico”.

Il giorno seguente al Consiglio comunale del 10 febbraio, il sindaco aveva chiesto un incontro urgente al presidente D’Alfonso per discutere della questione, ma si è sentito rispondere di recarsi il 27 febbraio in Provincia, giorno di ricevimento del presidente D’Alfonso, e di accreditarsi per essere ricevuto, come qualsiasi cittadino.

“Mai in passato un presidente di Regione – ha commentato stizzito Salvi – si sarebbe permesso di rispondere in tal modo ad una richiesta urgente di un sindaco”.

In piena campagna elettorale per le comunali, l’evento è diventato anche materia di scontro politico. Salvi ha puntato anche il dito contro il gruppo di opposizione di centrosinistra, Guardiagrele il bene in comune, e il suo candidato sindaco Simone Dal Pozzo

“E’ bene ricordare infatti – ha detto Salvi – che fino a ieri sono stati promotori della elezione di D’Alfonso e Paolucci, presentati come tutori del nostro territorio, anche a scapito di candidati locali. Ora, anziché cospargersi il capo di cenere, continuano a confondere i cittadini”.

Dal Pozzo, da parte sua, il giorno del blitz della Asl aveva che “la misura va contro l’invito che il presidente del Tar Abruzzo, pur non sospendendo formalmente gli atti, aveva rivolto alle amministrazioni affinché si attendesse almeno l’esito dell’udienza di mercoledì prossimo a L’Aquila”.

Dal Pozzo aveva avvertito anche il prefetto e il sindaco cui aveva chiesto “la convocazione urgente e permanente di un consiglio comunale, il coinvolgimento dei comuni del territorio che avevano partecipato al consiglio comunale del 10 febbraio e la convocazione delle associazioni, a partire da Cittadinanza Attiva e Tribunale per i diritti del Malato, perché si presti la massima attenzione su quello che sta accadendo”.