PESCARA – Dopo le polemiche poltiche sul contratto di appalto per la realizzazione del covid hospital di Pescara, dal costo di 11 milioni di euro, i cui lavori sono partiti sabato scorso, affidati alla Omnia Servitia, della holding dell’imprenditore di Lanciano Antonio Colasante, potrebbe ora esplodere il contezioso.

La Edilfrair Costruzioni Generali Spa, impresa aquilana dell’ex presidente dei costruttori, Gianni Frattale, arrivata seconda, ad un soffio dalla Omnia Servitia, contesta pesantemente l’esito della procedura negoziata lampo della Regione. E punta ora a ribaltare il verdetto.

Tra le contestazioni, la richiesta “strumentale” e “illegittima” del rup di ulteriori integrazioni all’offerta, due ore prima del termine ultimo, la presenza di rappresentanti di concorrenti all’atto dell’apertura delle buste, i dubbi sull’iscrizione della Omnia Servitia nella white list.

“Dato che non si è avuto risposta alla nostra nota del 16 aprile – si legge nel comunicato stampa – si rinnova l’invito a verificare se la ditta aggiudicataria Omina Servitia srl, alla data dell’offerta, era iscritta alla White List della Prefettura competente di Pescara. Ciò in conformità a quanto prescritto nella lettera di invito la quale, “a pena di esclusione”, richiede una “dichiarazione in ordine all’iscrizione alla white list della competente Prefettura”.

In secondo luogo Edilfrair chiede “di confermare o meno la notizia, appresa dalla stampa, secondo cui i rappresentanti di alcuni operatori economici partecipanti alla gara abbiano assistito all’apertura delle offerte. A tale proposito, la scrivente Edilfrair non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito”. E poi soprattutto si denuncia che “con lettera del rup in data 16/04/20 ricevuta alle ore 16,14 sono state espressamente richieste a Edilfrair le giustificazioni dei costi della manodopera ai sensi dell’art. 95 c. 10 e dell’art 97 c. 5 lett d). La richiesta riguarda esclusivamente la manodopera e la relativa risposta è stata fornita con prot. 344 del 16 aprile nei tempi concessi”.

“Tuttavia, con grande sgomento – sottoliena con forza Edifrair -, il giorno 17 aprile alle ore 19.49 il rup richiede ulteriori integrazioni inerenti i punti a), b) ec) del c. 4 art. 97 fissando il termine perentorio a pena di esclusione automatica, per le ore 22 dello stesso giorno, ossia entro 2 ore”.

“Premesso che tale documentazione integrativa è stata comunque inviata da Edilfrair entro il termine concesso – commenta dunque Edilfrair – , alle ore 21,58, va evidenziato che l’assenza di un progetto definito posto a base di gara non avrebbe reso possibile una simile richiesta e che in condizioni di normalità l’art. 97 c. 5 prevede che per le giustificazioni di cui si parla la Stazione Appaltante concede un termine “non inferiore a 15 giorni”.

“Va quindi rimarcata l’evidente illegittimità e strumentalità della richiesta, con imposizione di un termine ad horas. Ovviamente, in assenza dei necessari chiarimenti predetti, suo malgrado, la scrivente dovrà procedere alle necessarie azioni legali a tutela dei propri interessi”, conclude Edilfrair..