CHIETI – “Sono state concluse positivamente le verifiche formali rispetto a tutte le autodichiarazioni rese”, relativamente alla realizzazione in project financing del nuovo ospedale di Chieti.
A scriverlo è il rup della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti Filippo Manci, in una lettera inviata il 27 aprile alla Icm del gruppo Maltauro, proponete del nuovo nosocomio che dovrebbe sorgere in sostituzione dell’attuale, non sicuro per difetti di costruzione ed utilizzo di materiale scadente.
Lo stesso che riteneva la pratica non completa per l’assenza di alcune carte.
È l’ennesimo capitolo nella vicenda ormai diventata una vera e proipria saga, che sta infiammando la politica regionale. Un fatto che viene fuori all’indomani della scadenza dei termini della diffida del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ai vertici dell’azienda sanitaria di pronunciarsi entro il 30 aprile su una proposta sulla quale c’è un tira e molla da ben tre anni.
Questa volta è un colpo di scena: infatti, a differenza di quello che si dichiarava fino a pochi giorni fa, la Asl oggi prende atto che tutte le carte sono a posto, tutte le certificazioni richieste dalla Icm sono state ricevute. Le documentazioni relative alla regolarità fiscale, citate nella lettera, ma anche quelle relative alla legge 68 del 2009, quella che impone di riservare un tot di posti ai disabili.
Fino a poche settimane fa, nero su bianco, i dirigenti della Asl le avevano considerate mancanti. Forse perché smarrite o per altro? A fare chiarezza la Provincia di Vicenza con una lettera inviata il 12 aprile scorso resa nota da questo giornale, nella quale si è certificato che l’impresa Maltauro ha ottemperato alle norme per il diritto al lavoro dei disabili e che la dichiarazione di sussistenza del requisito era stata inviata alla Asl per ben due volte, il 26 ottobre 2016 e anche il 7 febbraio 2017.
Nulla manca dunque per poter arrivare alla dichiarazione di pubblica utilità sul progetto da 225 milioni di euro per realizzare il nuovo nosocomio in sostituzione del vecchio Santissima Annunziata, staticamente e sismicamente insicuro per via della scoperta di scadenti materiali di costruzione.
Atto propedeutico ad un’eventuale gara europea, e che potrebbe arrivare più velocemente se verrà rispettato l’ultimatum del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, fissato con una delibera del 12 aprile scorso, con tanto di minaccia di esautorare la Asl, preso atto che la pratica va avanti infruttuosamente oramai da tre anni.
Manci nella nuova missiva ricorda anche che a partire dal 15 febbraio, data in cui sui è ottenuta tutta la completezza documentale “ha avuto decorso il termine di tre mesi entro cui concludere la valutazione di fattibilità della proposta”.
Va però ricordato che in una riunione del 13 marzo, il direttore generale della Asl Pasquale Flacco aveva detto che “stando alla posizione del rup Manci, c’è una situazione in atto da verificare che riguarda la certificazione della Provincia di Vicenza, per il rispetto delle norme di collocazione al lavoro dei disabili da parte della Icm”. Tanto che il presidente D’Alfonso si era preso l’impegno di sentire il presidente della Provincia di Vicenza, Achille Variati.
In realtà quella dichiarazione già era stata consegnata, come ha ricordato la provincia di Vicenza, e ora la Asl ne prende atto.
Nella lettera del 27 aprile si fa riferimento esplicito alla documentazione sulla regolarità fiscale, “rese dall’Agenzia delle entrate del Veneto in data 13 febbraio”.
Anche quella questione della cartella esattoriale è una vicenda che ha tenuto banco per mesi.
Inizialmente Manci, sopportato dal parere dell’avvocato Stefano Spadano, dell’ufficio legale dell’azienda sanitaria, aveva evidenziato l’impossibilità di dare parere positivo al project a causa del mancato pagamento di una cartella esattoriale da 17.360 euro da parte della società Centrale Mazzoni Srl, incorporata al gruppo Maltauro nel 2011, in quanto questa omissione costituisce una “violazione grave” delle disposizioni di legge, che impone la regolarità fiscale a chi presenta un project financing.
E la Asl ha segnalato questa irregolarità anche alla procura della Repubblica di Chieti e alla stessa Autorità anticorruzione (Anac). Il 26 gennaio scorso ha comunicato alla Imc il preavviso di rigetto della proposta di project.
Il 2 febbraio però l’Agenzia delle entrate di Vicenza, con una nota inviata anche alla Procura e all’Anac ha assicurato che “non sussistono carichi pendenti di natura fiscale in capo alla società Centrale Mazzoni Srl, incorporata al gruppo Maltauro”.
La nota ha evidenziato anche che tale posizione di regolarità è stata riscontrata già il 2 novembre 2016, ovvero prima della presentazione del progetto di finanza emendato a seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti. Anche la direzione regionale del Veneto ha confermato la non sussistenza di carichi pendenti. Oltre al pronunciamento della Asl sulla pubblica utilità si attende anche il chiarimento con l’Anac che interpellata dal movimento cinque stelle ha espresso dubbi. Dubbi che D’Alfonso si è impegnato a diradare.



