ORTONA – “Il centrosinistra si è vantato di avere la filiera, con l’amministrazione comunale, quella provinciale, il governo della Regione e quello del Paese, eppure ha falcidiato la città”.
Peppino Polidori, 54enne avvocato cassazionista, candidato sindaco di Ortona (Chieti), sostenuto dalle liste Forza Ortona, Si per nuova Ortona e Progetto Futuro, indica in “agricoltura, attività produttive, sanità, sociale e buona amministrazione le cinque priorità” e annuncia da subito un ricorso al Tar “contro la chiusura del pronto soccorso” e una “strenua battaglia a difesa dell’ospedale che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il consigliere Camillo D’Alessandro, regista della campagna elettorale del centrosinistra di Ortona, vogliono smantellare”, e l’avvio della ricostruzione dei 7 trabocchi, oggi scomparsi.
Se Ortona arriva all’appuntamento elettorale con il commissariamento in atto in seguito alle dimissioni del sindaco del Pd Vincenzo D’Ottavio, il centrodestra si presenta diviso, ma Polidori chiude a ipotesi di apparentamento con Angelo Di Nardo (Noi con Salvini, Fratelli d’Italia, Libertà è bene comune), “sono alleato solo con i cittadini”, dice.
Sull’agricoltura, l’idea di Polidori è quella di aprire le cantine sociali ai turisti, “attraverso un’alleanza con le aziende che sono realtà competitive a livello nazionale e internazionale, che portano in giro per il mondo il nome di Ortona”.
“Per la valorizzazione dei fondi lasciti incolti, di cui occorre fare un’anagrafe, anche nell’interesse dei proprietari abbiamo in mente di metterli a disposizione di cooperative di giovani che li coltivino. Servirebbe anche alla tutela del territorio, altrimenti fragile, che torna così ad essere una risorsa per Ortona. Ho trovato interesse da parte delle cooperative agricole”, dice.
Un secco “no”, poi, all’impianto di Gpl al posto, “no ad un solo monopolista, sì all’allungamento delle banchine che facciano riprendere il traffico commerciale e turistico – aggiunge – Il porto deve essere il volano dell’economia della città”.
“Dobbiamo rendere la città più bella, essere più consapevoli delle sue risorse nonostante sia stata trascurata dal Pd e dalle divisioni del Pd – dice Polidori – Dobbiamo provvedere ad arredi urbani e servizi per tutti, tornando a far essere attrattiva Ortona, anche per rispetto dei commercianti che ogni mattina alzano le serrande”.
“Con quali atti? Nell’immediato approveremo il piano spiaggia che la precedente amministrazione di centrodestra aveva in programma – annuncia – sono previsti 10 nuovi stabilimenti a nord di Ortona, che rappresentano occasioni di lavoro e di rilancio. È prevista la ricostruzione dei 7 trabocchi che in passato erano a Ortona, che costituirebbero motivo di sviluppo turistico e opportunità di lavoro. Il Comune farà una gara per affidare la realizzazione e la gestione”.
“L’ospedale ha subìto dei tagli importanti per responsabilità del centrosinistra, in particolare di D’Alfonso e D’Alessandro che adesso conduce la campagna elettorale a Ortona – attacca – È prevista anche la chiusura del pronto soccorso, al posto del quale ci sarà un centro di primo intervento. Non si effettueranno più i ricoveri e sarà aperto solo in alcune ore del giorno, è una grande limitazione alla quale ci opporremo. Lo faremo con convinzione con un immediato ricorso al Tar laddove opporremo il fatto che abbiamo un territorio agricolo dove purtroppo avvengono più incidenti di quanti ne avvengano sull’autostrada – spiega – Abbiamo inoltre un porto di rilevanza regionale, che ha la stessa estensione di quello di Ancona, pur non essendo sfruttato come quello. Non è quindi pensabile non avere un servizio essenziale come il pronto soccorso. Faremo valere tutti i nostri diritti sui tavoli regionali e nazionali”.
Polidori pensa anche ai più deboli e immagina “la realizzazione del nido familiare, realizzabile con risorse minime”.
“Di che si tratta? Il Comune dà incentivi, come assicurazioni e previdenze – spiega – alle persone che si occupano di accudire, insieme ai propri, anche i figli del vicino di casa”.
“Per anziani e disabili pensiamo di incrementare l’assistenza domiciliare, vogliamo che restino nei loro ambienti, quindi vanno aiutate le famiglie”, aggiunge.
“Ci vuole poi una ristrutturazione della macchina amministrativa – dice – che per carenza di organico e disorganizzazione non riesce a garantire i servizi, basti pensare che abbiamo appena 9 vigili urbani, che non riescono nemmeno a coprire tutti i turni. Ci sono dipendenti davvero meritevoli, ma molti dipendenti sono anche prossimi alla pensione, quindi per garantire i servizi occorre subito una riorganizzazione degli uffici”.





