AVEZZANO – Andrea Leombruni, il 56enne di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila) indagato per l’uccisione a fucilate dell’orsa Amarena, ha denunciato ai carabinieri le minacce di morte ricevute.

“Ti uccidiamo”, “Farai la stessa fine dell’orsa”, “Anche la tua famiglia è in pericolo” – sono solo alcune delle tante minacce ricevute da Leombruni – titolare di una nota norcineria del luogo – che si è ritrovato con i militari dell’Arma di fronte la sua abitazione per evitare ulteriori pericoli.

Leombruni è difeso dall’avvocato Berardino Terra, del Foro di Avezzano (L’Aquila). “Sono tre giorni che non dormo e non mangio, non vivo più, ricevo in continuazione telefonate di morte, messaggi; hanno perfino chiamato mia madre 85 enne, tutta la mia famiglia è sotto una gogna”, le parole di Leombruni all’Ansa.

Nel frattempo, continuano i tentativi di catturare e mettere in salvo i cuccioli di orso rimasti senza mamma e che rischiano seriamente di non sopravvivere.

SINDACO VILLALAGO, “ORSO CONFIDENTE VA TENUTO DI PIU’ SULLE MONTAGNE PER ESSERE TUTELATO”

“Sicuramente nella gestione degli orsi confidenti qualcosa va rivisto. Noi sindaci dovremo affrontare il problema anche con la Regione Abruzzo. L’orso confidente va tenuto il più possibile sulle montagne. Non perché crei problemi nei centri abitati, ma perché nei centri abitati purtroppo c’è l’automobile che sfreccia a cento all’ora o, come si è visto, quello che spara”: così al Quotidiano Nazionale Fernando Gatta, sindaco di Villalago, in provincia dell’Aquila, “il paese degli orsi”.

“Gli orsi – prosegue Gatta – sono il simbolo del comune, questo non cambierà mai. Cercheremo di adottare iniziative per la gestione delle piantagioni, proveremo a portare avanti qualche progetto di reinserimento di alberi da frutto, il loro cibo”.

Proprio il Comune di Villalago aveva dato la cittadinanza onoraria ad Amarena – a cui lo scorso luglio, a San Sebastiano era stato dedicato un murale. Amarena era conosciuta anche come la mamma di Juan Carrito, morto a gennaio di quest’anno dopo essere stato investito mentre vagava sulla strada statale 17, vicino a Roccaraso (L’Aquila).

“La storia è iniziata nel 2020 quando Amarena ha partorito quattro cuccioli, uno era Juan Carrito – spiega quindi il sindaco di Villalago -. Noi abbiamo adottato ordinanze di chiusura di alcune strade proprio per consentire un avvicinamento in sicurezza dove c’erano ciliegi e prugne. Io stesso mi sono trovato con il guardia parco ad allontanare le persone. Sì, l’avevamo chiamata Amarena per la sua passione verso le ciliegie. In passato ci sono stati incontri con persone che magari andavano a chiudere i pollai ma si era spaventata più l’orsa. Queste storie hanno fatto il giro del mondo, ci chiamano troupe dall’America, dall’Inghilterra. Una pubblicità per il territorio a costo zero”.

Secondo Gatta, l’uccisione di Amarena è “un episodio che ci riporta indietro di centinaia di anni, davvero impensabile. La convivenza con gli orsi è possibile, noi comunque viviamo nei boschi. Proviamo un grande dispiacere, è finita una favola. Una favola tra virgolette. Sicuramente è finita una parte di storia di Villalago. Vedremo cosa succede con i piccoli. Siamo costernati”.