ROSETO – “Vogliamo fare dell’Abruzzo un laboratorio del mosaico contemporaneo, e anche dell’Aquila in ricostruzione post-sismica, perchè c’è un nesso tra il ricomporre tessere, e rimettere insieme i frammenti di una città”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb l’artista Francesco Chimienti, direttore di “Oro Musiwa 15”, evento espositivo che sarà inaugurato venerdi’ 17 luglio, alle ore 17.00, nella sede di Villa Paris, a Roseto (Teramo), messa a disposizione dal proprietario, il costruttore Andrea Cingoli,e sarà visitabile gratuitamente fino al 25 settembre.

Per quattro anni la mostra con grande successo si è svolta a Firenze, ora il format, denominato Art in Act, viene trasferito in Abruzzo

“E’ un antichissima tecnica – spiega Chimenti- che risale ai tempi dei bizantini, è l’arte raccogliere la luce del divino con tessere di vetro. I nostro scopo è che sia riconosciuta come arte a tutti gli effetti, e non solo come decorazione, come disciplina che afferisce al design. La presenza in Abruzzo può poi rappresentar l’occasione per sperimentare nuovi materiali, legati a questa bellissima terra, penso ad esempio alle ceramiche di Castelli”.

Esporranno a Roseto grandi nomi, come Dougald Macinnes,  mosaicista scozzese ma americano di adozione, espressione delle nuove frontiere del mosaico,Giulio Candussio, per molti anni direttore della scuola di Spilimbergo di Udine, polo di fama mondiale, Marco Santi, direttore della scuola del mosaico di Ravenna, altro polo di assoluta eccellenza.

E poi l’abruzzese di Roseto Bruno Zenobio il cui ruolo è stato decisivo per portare la mostra evento a Villa Paris.

E ancora Araine Blanquet, Rosemarie Castro, Giovanni Chilleri, Annie Dunlop, Rosanna Fattorini, Audefourrier, Olga Goulandris, Dino Maccini, Giulio Menossi, Franc Paci, Demetrio Piccoli, Philippe Ronzat, Mirjana Garcevic, Beatrice Serre, Suzanne Spahi, Enzo Valentinuz.

Il format della rassegna offre l’iniziativa “Il martedi’ d’autore”, per interagire con gli artisti, visitando insieme la mostra.

OroMusiwa15 e’ in collaborazione con “Un mosaico per Tornareccio”, il museo a cielo aperto che raccoglie, 80 mosaici, nel piccolo comune chietino, grazie all’inventiva del collezionista e mecenate, Alfredo Paglione.

“OroMusiwa 15 – spiega ancora Chimienti –  vuole confermarsi un laboratorio di quella manifattura culturale che ha saputo innovare settori produttivi tradizionali puntando sulla creatività, sulla sostenibilità, sulla tecnologia, ricerca e sulla qualità. La sfida, però, è anche quella di rendere più accessibile e fruibile lo straordinario patrimonio storico, artistico, ambientale e naturalistico utilizzando codici e linguaggi contemporanei propri delle industrie creative e culturali.Il cuore del progetto stà nel non limitare il campo d’osservazione ai settori tradizionali del mosaico e dei beni storico-artistici, ma nell’andare a guardare quanto contano cultura e creatività nel complesso delle attività economiche”. (Filippo Tronca)