L’AQUILA – Vietato sputare o starnutire a terra, vietata anche la “marcatura ad uomo” e le “scivolate”, consentito il tocco del pallone con le mani solo ed esclusivamente se muniti di guanti.

Bufera sul protocollo di sicurezza con la firma dell’ordinanza 72 con la quale il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha disposto la riapertura di centri e circoli sportivi, con la ripartenza del calcio e calcetto amatoriale, pallacanestro e pallavolo.

In attesa del via libera per gli sport amatoriali da parte del Governo (che sarà inserita nel prossimo Dpcm, come ha ribadito anche ieri il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora), l’ordinanza firmata ieri dal governatore dell’Abruzzo è valida fino al 31 luglio prossimo, e permette la riapertura dei centri e dei circoli sportivi non affiliati a nessun organismo sportivo riconosciuto ma a far discutere è il protocollo da seguire per lo svolgimento dell’attività sportiva e soprattutto le nuove modalità di gioco.

Le nuove norme per arginare il contagio da Coronavirus, decisamente “stringenti”, sono state al centro di roventi polemiche per tutto il giorno, tanto da diventare una sorta di fenomeno social, attirando critiche e “attacchi” a livello nazionale, fino ad arrivare all’appello del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina: “Non riscriviamo le regole del calcio, solo l’Ifab può farlo per conto della Fifa”.

Non ha esitato ad esprimersi neanche Massimo Oddo, campione del Mondo nel 2006, pescarese doc, ex tecnico del Pescara (con cui ha vinto quattro anni fa il campionato di B) che ha spiegato che “è come dire che non si può giocare. Non si possono credo, e lo dico senza nessuna polemica ci mancherebbe, fare le cose a metà. In questo modo e con queste prescrizioni diventa impossibile praticare uno sport che è di squadra, come il calcio”.

Per il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci, “a furia di anticipare il Governo con le ordinanze di riapertura, stavolta Marsilio è andato oltre e con l’ordinanza 72 lo ha addirittura superato, arrivando persino a riscrivere le regole di alcuni sport in chiave Covid, tanto da spiazzare anche le federazioni sportive e facendo diventare l’Abruzzo un caso comico nazionale”.

“Il presidente rilegga bene cosa ha ordinato e torni sui suoi passi, annulli l’ordinanza e restituisca al calcio, alla pallavolo, alla pallacanestro le storiche marcature, scivolate e i contrasti prima che quest’ennesima gaffe targata centrodestra diventi una barzelletta”, dice Paolucci.

“A meno che non voglia fare un gigantesco biliardino, Marsilio revochi l’ordinanza, scritta senza un supporto tecnico davvero preparato, o, quantomeno, senza il supporto di chi ha la giusta competenza per innovare. La sua nuova perla amministrativa sta mobilitando tutto il mondo sportivo e non è solo la politica a farci una pessima figura, ma tutta la nostra comunità”.

“Da ex assessore allo Sport sono convinto che anche in situazioni emergenziali si possa trovare il modo per tutelare salute e sana competizione, rendendo la partita sicura, ma anche possibile per atleti e amatori e sottolineando l’importanza sociale dello sport, senza svilirlo così o creare discipline made in Abruzzo destinate ad avere vita breve, ma di certo candidate a diventare indimenticabili”, conclude.