L’AQUILA – Una mostra le ha danneggiate, per questo tre opere della preziosa collezione d’arte della ex Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, assorbita nel 2012 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna, sono partite alla volta di Modena per essere restaurate da tecnici di fiducia della Bper.

Resteranno al Nord per più di qualche mese, secondo quanto appreso, prima di tornare nel capoluogo in una sala appositamente attrezzata a museo nella storica sede centrale lungo corso Vittorio Emanuele, nel cuore del centro storico, attualmente in fase di ricostruzione, dove tutta la collezione dovrebbe essere esposta in via permanente.

Le opere colpito erano state esposte presso l’Auditorium “Sericchi” in via Pescara, nel quartier generale aquilano della banca post-sisma 2009, nella mostra organizzata dalla Fondazione Carispaq, ente separato da Bper, lo scorso dicembre e intitolata “Memoria e appartenenza – arte sacra all’Aquila tra il XV e il XIX secolo nella collezione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila – Bper Banca”.

L’idea era di un percorso di quattordici lungo quattro secoli in cui si era ripercorsa la storia dell’Aquila e del suo territorio. Tra gli artisti in mostra, Saturnino Gatti, Giovanni da Lucoli, Maestro dei Polittici Crivelleschi, Cola dell’Amatrice, Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Vincenzo Damini e Teofilo Patini.

Al termine della manifestazione, però, ci si è resi conto che temperatura e umidità della sala avevano creato danni ad alcune opere, segni e arricciamenti.

Una squadra di restauratori ha tentato un intervento sul posto ma, sempre da quanto appreso, mancavano le condizioni per operare. Così si è deciso il trasporto a Modena, dove verranno custodite in uno spazio vicino ai caveau e sottoposte ad accurato restauro.

Intanto alla storica sede centrale, uno degli aggregati-chiave del centro storico, sono tuttora in corso i lavori da 12 milioni di euro tuttora in corso dalla ditta teramana Cingoli.

Come già annunciato da questo giornale, la volontà sarebbe di “regalare” agli aquilani la facciata riscoperta entro l’estate mentre la conclusione è prevista per l’inverno 2018.