VASTO – Fabio Di Lello avrebbe scambiato qualche parola con la sua vittima prima di estrarre la pistola dalla tasca e colpire frontalmente all’addome Italo D’Elisa: è quanto è trapelato dalle notizie che filtrano tra gli investigatori.
Almeno tre colpi avrebbero centrato il 21enne che la scorsa estate, esattamente sette mesi fa, investì con la sua auto e uccise all’incrocio di corso Mazzini, a Vasto (Chieti), Roberta Smargiassi, 34 anni, in sella alla sua moto e moglie del presunto assassino.
Pietro Falco, direttore di medicina legale dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ha eseguito sul posto una prima ricognizione cadaverica, ma per stabilire il numero dei colpi e quali siano stati letali sarà necessaria l’autopsia che verrà eseguita, forse già domani, all’obitorio presso l’ospedale di Vasto dove è stata trasferita la salma.
Le indagini saranno coordinate dal sostituto procuratore Gabriella De Lucia.
Intanto Di Lello è guardato a vista nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Vasto dove è attualmente in stato di fermo dopo essersi costituito.
Con lui ci sono gli avvocati Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni.






