TERAMO – Una lettera con minacce di morte fatta recapitare da un mafioso.
Era tra la corrispondenza che ha ricevuto Salvatore Parolisi nel carcere di Teramo, dove si trova dal luglio del 2011 con l’accusa di aver ucciso la moglie, Melania Rea, con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).
Lo rivela il quotidiano Il Centro.
La missiva proviene da un uomo detenuto nel carcere di Cosenza per reati di’ndrangheta ed è stata sequestrata dalla procura che indaga sull’omicidio.
“Peccato che non ti hanno mandato in questo carcere perché ti avrei ucciso con le mie mani. Le donne non si toccano mai. Ma forse un giorno ci incontreremo e allora saprò cosa fare”, questo il messaggio minatorio inviato.
Per oggi, intanto, è atteso il pronunciamento del gip Marina Tommolini sulla richiesta di arresti domiciliari fatta dai difensori del caporal maggiore.
La procura ha dato il proprio parere negativo perché l’uomo potrebbe continuare ad inquinare le prove.





