TERAMO – Il Gip del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, ha accolto la richiesta di giudizio immediato di Salvatore Parolisi, presentata dal pool di magistrati che indaga sul delitto della moglie Melania Rea.

Lo stesso gip ha fissato al prossimo 27 febbraio l’udienza dinanzi alla Corte d’Assise di Teramo per il processo.

Parolisi, unico indagato e detenuto nel carcere di Teramo, risponderà di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere.

Il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha espresso ‘soddisfazione’ per la decisione del gip di Teramo di accogliere la richiesta di giudizio immediato di Salvatore Parolisi. Secondo il legale entro quattro mesi si dovrebbe avere la sentenza.

LEGALI PAROLISI: “SBOCCO NATURALE”

“L’accoglimento da parte del Gip di Teramo della richiesta di giudizio immediato e la fissazione della relativa udienza è lo sbocco naturale di tale scelta processuale”.

A sostenerlo sono i legali di Parolisi, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, dopo la decisione odierna.

“Infatti, nel ‘rito immediato custodiale’, che prescinde dall’evidenza della prova – spiegano i due avvocati in una nota congiunta – il ruolo del Gip, salvo eccezionali situazioni, è meramente notarile. Dopo aver preso cognizione degli atti, faremo le nostre scelte processuali”.

“Abbiamo invece preso contezza – sostengono i legali – della motivazione del provvedimento ‘de libertate’ emesso dalla Cassazione, che rispettiamo, ma non condividiamo. Si tratta di un verdetto ‘pilatesco’ che, a colpi di principi stereotipati, in ‘due paginette’ liquida le molteplici obiezioni difensive che, neppure questa volta, hanno trovato risposta”.

“Spiace constatare – sottolineano Gentile e Biscotti – che la Suprema Corte in tale circostanza non ha profuso l’impegno motivazionale che contraddistingue i suoi provvedimenti che, anche di recente, si erano arricchiti di decisioni in materia cautelare di grande coraggio e insegnamento”.