TERAMO – Si complica la posizione di Salvatore Parolisi, il caporal maggiore dell’Esercito in cella dal 19 luglio con l’accusa di essere l’assassino della moglie, Melania Rea, trovata morta accoltellata nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo) il 20 aprile scorso.
Sembra che la perizia sul cellulare della donna, affidata a un docente dell’Università di Bologna, confermi la tesi degli inquirenti: Melania non è mai stata a Colle San Marco (Ascoli Piceno), il luogo dal quale Parolisi ha denunciato la scomparsa della moglie due giorni prima dell’omicidio.
Il consulente tecnico incaricato dalla Procura di Teramo ha confrontato i tabulati forniti dai gestori e avrebbe rilevato che il cellulare della vittima non ha “agganciato” la cella telefonica di Colle San Marco.
Un punto a favore dei pm che indagano sulla vicenda, Davide Rosati e Greta Aloisi, che da tempo sostengono che Melania non sia mai stata sul pianoro ascolano per dimostrare la colpevolezza di Parolisi.






