TERAMO – Riprendono questa mattina le ricerche con cani molecolari specializzati nel seguire tracce di sangue, oggetti e persone scomparse, fra Colle San Marco, dove é stata vista viva l’ultima volta, il 18 aprile scorso, Carmela Malenia Rea, e Ripe di Civitella, dove è stata ritrovata cadavere il 20 aprile, a fianco di un chiosco in legno al Bosco delle Casermette.
Si lavora, in particolare, lungo una strada alternativa a quella principale che collega i due luoghi salendo a Colle San Giacomo per poi ridiscendere verso l’Abruzzo. Le ricerche sono infatti concentrate su una strada secondaria che passa attraverso la frazione Colle per addentrarsi in territorio teramano, dove la scorsa settimane i cani avevano già fiutato tracce della donna, tanto che erano stati effettuati prelievi in un piccolo terreno, affidati ai Ris di Roma.
Una strada non del tutto agevole, dai tempi di percorrenza piuttosto simili a quella principale, ma certamente più al riparo da occhi indiscreti. Non trova conferme negli ambienti investigativi l’ipotesi circolata nelle ultime ore che la donna sia stata uccisa perché tacesse su alcuni fatti dei quali sarebbe venuta a conoscenza tramite un’amica.
ANNULLATA LA VISITA DEL MINISTRO MELONI AL RAV DI ASCOLI
TERAMO – È stata annullata la visita prevista per oggi del ministro della gioventù Giorgia Meloni al 235 Rav Piceno di Ascoli dove si addestrano le volontarie di ferma prefissata dell’esercito italiano.
Una presenza inizialmente inserita nel tour della Meloni, che toccherà oggi anche Ascoli in occasione dell’Info Day.
Il cambio di programma è strettamente collegato al caso dell’omicidio di Carmela Melania Rea, il cui marito, Salvatore Parolisi è caporalmaggiore dell’esercito preposto all’addestramento delle soldatesse della caserma Clementi di Ascoli, sede del Rav Piceno.
“Abbiamo ritenuto opportuno non andare al Reggimento in considerazione del fatto che c’è un’indagine giudiziaria in corso e la nostra presenza sarebbe stata inopportuna, se non addirittura destabilizzante”, spiega l’assessore comunale alla gioventù Massimiliano Brugni, specificando che “era comunque previsto solo un saluto alle soldatesse che certamente il ministro Meloni non mancherà di fare la prossima volta che verrà ad Ascoli”.
MINISTRO MELONI: “NON ERA GIORNO ADATTO PER MIA VISITA”
TERAMO – “Oggi non era la giornata adatta per una mia visita al Reggimento Piceno, anche per rispetto di una situazione molto delicata. Per questo non ho voluto essere d’intralcio o creare polemiche. Ci sarà comunque un’altra visita in futuro perché questo luogo mi interessa”.
Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in visita elettorale nelle Marche, in una conferenza stampa svoltasi a palazzo dei Capitani di Ascoli insieme al sindaco Guido Castelli e al presidente della Provincia Piero Celani .
GENERALE SCOPPA: “INTERESSE PAROSSISTICO DELLA STAMPA”
PESCARA – Il generale di Corpo d’Armata Maurizio Scoppa, comandante interregionale dei carabinieri di Campania, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, preferisce non parlare dell’omicidio di Melania Rea e non approva l’interesse morboso che si è creato attorno a questo episodio di cronaca, così come attorno ad altri fatti di sangue avvenuti nel Paese.
“È una domanda che non mi piace” ha detto Scoppa ai giornalisti che gli chiedevano notizie e aggiornamenti su questo caso, e “conto fino a tre” prima di rispondere, ha aggiunto.
Scoppa ha parlato di un “interesse parossistico ed eccessivo della stampa” e di “un imbarbarimento dell’informazione”.
Ha fatto notare, poi, come le vicende di cronaca siano al centro dei dibattiti nei “salotti televisivi” e così “si innesca – ha osservato – un interesse morboso della popolazione”.
Poi ha fatto riferimento ai turisti che a Pasquetta hanno visitato il bosco dove è stato ritrovato il corpo della donna e ha commentato che si “crea un museo vivente dell’orrore. E questo non mi piace”.
In Italia, ha detto ancora, “siamo tifosi da poltrona e allenatori della squadra del cuore, sempre stando a casa, ma nessuno fa sport. Ognuno è un ottimo investigatore, in poltrona. Ma a che serve? Intralcia solo il lavoro”.
SCONTRINO EMESSO DA PANETTERIA NEL TERAMANO
TERAMO – E’ stato rilasciato da una panetteria a Villa Lempa, una frazione di Civitella del Tronto in provincia di Teramo ma a pochi chilometri da Ascoli, secondo quanto riferito dal Tg3, lo scontrino comprovante l’acquisto di generi alimentari rinvenuto dai carabinieri in un cestino dei rifiuti nell’area pic nic del Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo), dove è stato trovato il cadavere di Carmela Melania Rea.
Lo scontrino recherebbe la data del 18 aprile, giorno della scomparsa della giovane donna, e sarebbe stato rilasciato poco prima delle 13.
Il piccolo centro a cavallo tra Abruzzo e Marche è molto frequentato da militari, e un testimone ha raccontato di aver visto proprio quel giorno un pullman con a bordo dei militari forse provenienti da Chieti
AGENTE AMICO MARITO: “LEI NON VOLEVA ANDARE VIA”
TERAMO – “Melania non voleva andare via, è una bufala, come lo è sostenere che c’era qualcuno nel palazzo che la guardava con troppa insistenza”.
Lo ha detto Raffaele P., l’agente di custodia finito fra le persone “attenzionate” nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Carmela Melania Rea. Amico di famiglia della donna e del marito di lei, Salvatore Parolisi, l’uomo ha chiarito la sua posizione, ribadita in una intervista rilasciata per La Vita in Diretta, ma poi trasmessa dal Tg1, perché il programma di Raiuno è stato sospeso dopo il grave malore che ha colpito Lamberto Sposini. “Non si può essere additati solo perché si conosce una coppia. E’ un’assurdità” ha detto la guardia carceraria.
“S’é chiarito tutto. Io, ma anche l’altra coppia che sta nel palazzo dove abitiamo, il marito della signora, il dirimpettaio: hanno fatto le verifiche di dove stavamo quando è successo il fatto: eravamo lì”. Era stato il marito di Melania a chiedergli aiuto quando la moglie era scomparsa da Colle San Marco. “Salvatore mi ha chiamato. Quando io e mia moglie siamo arrivati a San Marco mi si è buttato addosso; era affranto e piangeva. Abbiamo girato lì, m’ha raccontato la dinamica. Poi sono arrivati carabinieri, polizia, protezione civile”.
E’ stato lui a notare nell’auto di Parolisi una piccola valigia. “Ho pensato l’avessero preparata prima in vista della partenza il giorno dopo”.
PER INVESTIGATORI E’ STATO DELITTO D’IMPETO
TERAMO – L’ombra dell’omicidio di Carmela Melania Rea, scomparsa il 18 aprile sul Colle San Marco e ritrovata uccisa nel Bosco delle Casermette, lambisce il Rav Piceno, dove il marito della donna, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi addestra le reclute femminili in un reggimento che è il fiore all’occhiello dell’esercito.
Oggi è stata cancellata la visita del ministro della Gioventù Giorgia Meloni alla caserma. “Non era la giornata adatta, anche per rispetto di una situazione molto delicata – ha spiegato ai giornalisti il ministro, in visita elettorale nelle Marche -. Per questo non ho voluto essere d’intralcio o creare polemiche. Ci sarà un’altra visita in futuro perché questo luogo mi interessa”. Ma i tempi per avere risposte certe sul caso sembrano destinati a dilatarsi: sempre oggi non hanno avuto risultati significativi i nuovi sopralluoghi tra Colle San Marco e Ripe di Civitella.
I cani molecolari specializzati nel seguire tracce umane e di oggetti non sembra abbiano trovato quello che si auguravano gli investigatori: l’arma del delitto o il luogo dove la donna potrebbe aver subito una prima aggressione a colpi di coltello e dove avrebbe quindi perso molto sangue. Resta in piedi l’ipotesi che Melania sia morta dissanguata al Bosco delle Casermette, ma che sia stata portata lì agonizzante, dopo essere stata gravemente ferita altrove. In particolare, il percorso alternativo alla strada principale, che passa per la frazione Colle per addentrarsi nel Teramano è un sentiero in mezzo ai boschi con tratti scoscesi: difficile pensare che il carnefice di Melania abbia potuto percorrerlo con lei ferita, oppure ancora lucida.
Quindi al momento, le Procure di Ascoli e Teramo attendono i risultati degli accertamenti scientifici affidati ai carabinieri del Ris di Roma e dell’autopsia sul cadavere di Melania, che ritengono determinanti per cercare di focalizzare meglio le varie ipotesi investigative battute in questi giorni. Intanto – ribadisce il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio – “c’é già stata una prima scrematura” delle piste. E anche se ufficialmente tutti gli scenari rimangono aperti, l’ipotesi dell’omicidio passionale sembra essere privilegiata. Secondo la relazione preliminare sull’autopsia del medico legale Adriano Tagliabracci, la ventinovenne è morta dissanguata dopo essere stata colpita decine di volte, ma in modo non troppo profondo, con un’arma da taglio di piccole dimensioni e, probabilmente, non adatta a uccidere al primo colpo. Un modus operandi che secondo gli inquirenti non è compatibile con un omicidio premeditato e fa invece pensare ad un delitto passionale (qualunque sia la passione che ha spinto l’assassino o gli assassini, amore, gelosia, desiderio frustrato, rabbia) o comunque d’impeto.
E che quindi porta ad escludere l’ipotesi che Melania sia stata uccisa perché era venuta a conoscenza di un segreto più grande di lei. Anche oggi sono stati sentiti vari testimoni, per mettere a fuoco particolari e aspetti del racconto reso da altre persone, mentre hanno perso importanza alcuni particolari. Come lo scontrino dell’acquisto di un panino e una bibita in una panetteria del Teramano trovato in un cestino dei rifiuti nel Bosco delle Casermette. La data è quella della scomparsa, il 18 aprile, ma l’orario (intorno a mezzogiorno) è precedente la sparizione. Così come gli investigatori non sembrano al momento dare troppo peso alle macchioline di sangue rinvenute sul sedile del passeggero dell’auto del marito di Melania Salvatore Parolisi, che sarebbero vecchie. Un altro punto di domanda riguarda una valigia vista nel bagagliaio dello stesso veicolo, sulla quale si sono concentrate le domande fatte ad alcuni testimoni: ma secondo le persone sentite era lì semplicemente perché Salvatore, Melania e la figlioletta stavano per partire per trascorrere le festività pasquali in Campania. Ed era vuota.
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