TERAMO – È un collaboratore di giustizia che ammette di sapere delle cose sul delitto di Melania Rea l’asso nella manica della difesa di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie, avvenuto con 35 cortellate nell’aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).
Lo rivela l’avvocato Valter Biscotti in un’intervista rilasciata questa mattina al quotidiano Il Centro.
“Il pentito è l’ex fidanzato di una soldatessa – chiarisce Biscotti – ai magistrati della procura militare di Roma ha fatto rivelazioni sulla caserma di Ascoli Piceno, su un incidente stradale in cui è rimasto vittima un collega di Parolisi che, a suo dire, non è stato un incidente, e su un clan, quello dei casalesi”.
“Nessuno può dire se siano cose vere o false – sottolinea il legale – sta di fatto che a Teramo non mi risultano indagini sulle dichiarazioni di questo pentito. Così come il pm che indagava su sette sataniche e caserma è stato definito matto”.
“Non voglio andare oltre – aggiunge Biscotti – Vedremo in appello qual è la verità sulla morte di Melania”.





