PESCARA – L’opinione pubblica americana si sta appassionando al caso di Rita Morelli, la ragazza di origini pescaresi accoltellata a New York venerdì scorso.
I media americani stanno dando grande risalto all’accaduto, anche per il fatto che erano 20 anni che un italiano non veniva ucciso nella Grande Mela.
Il Daily News e il New York Post continuano a raccontare la storia della giovane di 37 anni arrivata in America per studiare al prestigioso Hunter College e che per mantenersi lavorava come cameriera al Café Buon Gusto, il ristorante dell’Upper East Side.
La Cbs ieri ha mandato in onda uno speciale dedicato a Rita.
Intanto proseguono serrate le indagini per acciuffare l’assassino, i colleghi studenti della pescarese sono stati sottoposti a lunghi interrogatori per ottenere informazioni utili.
La squadra di investigatori che si sta occupando del caso ritiene che l’omicida possa trovarsi tra i frequentatori del college, visto che sulla porta dell’appartamento che Rita occupava ad Harlem non sono stati trovati segni di effrazione, circostanza che induce a pensare che la giovane conoscesse il suo carnefice.
La famiglia si è affidata a un criminologo italo-americano, Al Amadio, e all’avvocato Roberto Diano di Lanciano (Chieti) che ha anche uno studio a New York.
La salma della vittima è attesa per domani pomeriggio a Fiumicino, ad attenderla ci sarà il fratello della donna, Giuseppe Morelli. I funerali sono fissati per venerdì nella chiesa di San Panfilo a Spoltore (Pescara). (red)




