TERAMO – Ergastolo con isolamento diurno e tutte le pene accessorie.
È quanto chiesto dal pubblico ministero Roberta D’Avolio per Romano Bisceglia, 56 anni, accusato di aver strangolato e fatto a pezzi la sua ex convivente Adele Mazza, 48 anni.
I resti della donna furono ritrovati in una scarpata di via Franchi, a Teramo, nell’aprile del 2010.
La richiesta del pm è arrivata ieri dopo cinque ore di requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Teramo.
Bisceglia è accusato di omicidio con l’aggravante della premeditazione per motivi abietti e approfittando che la donna non si poteva difendere perché in stato di alterazione psicofisica da assunzione di eroina, metadone e alcool.
“Ha agito da solo – ha detto il pm – e con premeditazione, perché un omicidio così non si improvvisa”.
Gli altri capi d’imputazione contestati sono vilipendio, distruzione di cadavere e sfruttamento della prostituzione della stessa Mazza.
L’omicidio sarebbe avvenuto il giorno di Pasqua 2010. Secondo l’accusa fu prima trramortita, poi strangolata e il suo corpo lavato in bagno. In seguito il cadavere è stato depezzato.
I resti del corpo di Adele vennero ritrovati in alcune buste e secchi nella scarpata di via Franchi. Il 6 aprile le arringhe di parte civile e difesa e la sentenza.





