L’AQUILA – Il 18 novembre di due anni fa a Birmingham, in Inghilterra, veniva barbaramente ucciso il ventunenne aquilano Francesco Leccese, croupier in un casinò.
Una messa per ricordare il giovane è stata celebrata oggi nella sua Gignano, frazione dell’Aquila.
Ad uccidere “Francis” con 16 coltellate è stato Alberto Casiroli, 20 anni, originario di Lissone (Monza), uno dei coinquilini di Leccese malato di schizofrenia paranoide e condannato all’ergastolo.
L’omicidio Leccese è e resterà una ferita ancora aperta per una intera comunità, gettata nel dolore più forte di fronte a una notizia semplicemente allucinante, disumana e per questo inaccettabile.
Sia L’Aquila che Birmingham, dove Francesco Leccese era impegnato a costruirsi un futuro, non potranno mai dimenticarlo.
Il giovane ha lasciato papà Giuseppe Leccese, agente in servizio alla Questura dell’Aquila, mamma Alessandra Ligas, insegnante, e due fratelli, Ludovico e Filippo. r.s.



