L’AQUILA – Non solo i tre atleti in gara, due medagliati e una a un passo dal podio, e il service delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi: l’Abruzzo ha avuto come autorevole esponente alle Olimpiadi appena concluse anche il preparatore atletico di una delle squadre più amate, la Nazionale maschile di pallavolo arrivata al secondo posto dietro il Brasile.
Si tratta di Giorgio D’Urbano, 57 anni, nato a Chieti, un curriculum lungo così e di prestigio: già preparatore atletico di Alberto Tomba e commissario tecnico della Nazionale di sci, ha prestato la sua opera anche agli Azzurri dello sci nautico prima di passare al mondo del calcio negli staff di Atalanta, Pro Vercelli, Siena e Latina.
A febbraio 2015 è arrivata la chiamata del volley agli ordini del ct Mauro Berruto, cui poi è succeduto nell’agosto successivo Gianlorenzo Blengini, l’artefice della cavalcata a Rio.
Un argento, quello centrato battendo gli Stati Uniti nella storica semifinale e capitolando contro il Brasile nell’ultimo atto, in cui ha avuto grande peso specifico la “dinamite” infusa nelle gambe e nelle braccia di Ivan Zaytsev e compagni dal lavoro quotidiano programmato dall’esperto teatino.
Alla fine, come si vede nella foto di AbruzzoWeb, anche per lui è scattata l’agognata foto con la medaglia del secondo metallo più pregiato.
Un altro orgoglio d’Abruzzo che si va a unire a Paolo Nicolai (argento nel beach volley), Francesco Di Fulvio (pescarese bronzo nella pallanuoto) e Maria Enrica Spacca (aquilana sesta nella staffetta 4×400) oltre ai fratelli del capoluogo Wolfango e Vittorio De Amicis, autori con l’Agora Luci dei suoni e delle immagini delle spettacolose cerimonie.
D’Urbano è inoltre fratello di Guido, funzionario del Consiglio regionale, ex dirigente della segreteria dell’allora presidente, Nazario Pagano.
È uno dei prodotti di una generazione d’oro di tecnici in varie discipline sfornati dalla mitica Isef dell’Aquila, poi divenuta facoltà di Scienze motorie.






