L’AQUILA – Riabilitare ed esportare il “modello L’Aquila” di ricostruzione. Questa la mission principale della settima edizione di Officina L’Aquila, la ormai consueta rassegna sulle tecniche e i materiali per ricostruire che, dal 26 al 28 ottobre prossimi, in una tre giorni di incontri e dibattiti farà il punto su quanto fatto fino a ora nella ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009, su come abbia funzionato, in effetti, il “modello L’Aquila” e sull’idea di un progetto strategico che proprio dal capoluogo abruzzese possa far emergere la nuova realtà dell’edilizia italiana.

Ettore Barattelli, neo presidente dell’Ance L’Aquila, che insieme a quelle di Chieti, Pescara e Teramo, oltre a quella regionale e Carsa Srl, promuove e organizza l’evento, ha sottolineato come si tratti di una “una vetrina importante cui noi speriamo possano accedere tutte le realtà italiane ed europee ma anche i privati cittadini. A L’Aquila bisogna venire per vedere la bontà delle opere che si stanno realizzando, le tecnologie che si sperimentano nei cantieri. Tutte cose che incoraggiano una città che rinasce grazie all’impegno dei suoi amministratori, dei cittadini, dei piccoli commercianti che hanno scelto di tornare in centro tra mille difficoltà”.

Un percorso avviato nelle passate edizioni che punta sulla comunicazione e sul portare a conoscenza della stampa nazionale ed internazionale in modo chiaro cosa è stato fatto in città e come.

“Restituire all’Aquila la dignità che merita, perché è stata dipinta a livello nazionale come una città dove si faceva il peggior malaffare, e oggettivamente non è così – afferma Roberto Di Vincenzo, coordinatore di Officina L’Aquila – Per questo si partirà con un educational per giornalisti, cui parteciperanno anche cronisti di testate internazionali, e si proseguirà con un incontro tecnico per far conoscere gli aspetti tecnici ovvero la complessa filiera della ricostruzione aquilana”.

L’esempio dell’Aquila che sta risorgendo dalle proprie ceneri, così come la descrive il quotidiano Il Foglio, è motivo di speranza concreta per la rinascita di quei territori recentemente colpiti da un terremoto ugualmente disastroso, nelle zone dell’Appennino centrale.

“Nella ricostruzione aquilana non credeva nessuno – è il commento del sindaco Massimo Cialente – adesso che vedo molti personaggi pronti a salire sul carro di chi ha vinto diverse battaglie, sono più che mai convinto che il progetto abbia funzionato”.

“Il modello vero è stato quello di ricostruire attraverso il contributo – continua Cialente – Questa la chiave di volta che ha permesso di ricostruire la periferia e rimettere in casa 44 mila persone in 5 anni. Basandoci sui soldi a nostra disposizione. E’ la dimostrazione che con cifre contenute si possono ricostruire, ristrutturare consolidare non solo le abitazioni moderne ma anche quelle meraviglie di palazzi in muratura che sempre più è possibile ammirare in centro storico”.

Tre quindi le giornate su cui si articolerà la rassegna, in centro storico, con convegni all’Auditorium del Parco e il workshop finale a palazzo Fibbioni.

26 Ottobre – L’Aquila, le buone pratiche. UN progetto per l’Italia. Una giornata prettamente tecnica per far conoscere tutti gli aspetti della ricostruzione, l’organizzazione amministrativa, le realizzazioni, la filiera dagli uffici speciali per la ricostruzione alla soprintendenza al provveditorato. Educational tour per la stampa e visite guidate ai cantieri del centro cittadino.

27 Ottobre – Continua la valorizzazione delle buone pratiche. Un pool informale che nei fatti esiste nel territorio aquilano nel settore del restauro e del consolidamento, che viene a confronto con iniziative internazionali. L’Aquila può diventare un pezzo del progetto per l’Italia. Testimonianze internazionali dal Giappone e dalla Nuova Zelanda.

28 Ottobre – Officina Next . L’Aquila Fenice e i Borghi della rinascita. Con il coordinamento di Sergio Rizzo del Corriere della Sera, workshop conclusivo che vedrà la partecipazione anche di Giovanni Legnini vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Un momento di sintesi ma allo stesso tempo di discussione interna in confronto con partner internazionali per discutere del futuro della città aquilana.