L’AQUILA – Dopo un lungo braccio di ferro, a colpi di ricorsi e delibere, tra l’Ateneo aquilano e due studenti laureati in Igiene dentale che chiedevano, senza aver superato il test d’ingresso, l’iscrizione ad anni successivi al primo del Corso a numero chiuso di Odontoiatria, il Tar dell’Aquila in questi giorni ha adottato l’ennesima ordinanza, ma, questa volta esautorando gli organi amministrativi e nominando un Commissario ad acta che assicuri l’esecuzione delle proprie decisioni.
Il Tar, infatti, accogliendo i ricorsi curati dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, dapprima ordinava all’Università di esaminare la pregressa carriera accademica dei ricorrenti, riconoscendogli il diritto all’assegnazione di un posto riservato agli studenti extracomunitari ma non occupato, mentre, con successivo provvedimento del giugno scorso, ingiungeva all’Ateneo di omologare i crediti degli esami comuni alle due facoltà (Igiene Dentale e Odontoiatria) e quindi di inserire i due studenti in un anno accademico come ripenti o fuori corso. Nonostante i due provvedimenti, l’ateneo non si conformava all’ordine del Tribunale, ribadendo, tramite il direttore amministrativo Pietro Di Benedetto, che soltanto gli studenti già iscritti a seguito del superamento del test d’ingresso possono chiedere l’iscrizione al primo anno come “ripetenti”.
L’ordinanza del Tar di questi giorni interviene ponendo la parola fine alla vertenza. Il collegio giudicante – composto dal Presidente Umberto Realfonzo, e dai giudici Paola Anna Gemma Di Cesare (consigliere, estensore) e Maria Colagrande (primo referendario) – ha ravvisato che “l’inottemperanza all’ordine del giudice comporta la nomina quale commissario ad acta del rettore dell’Università degli studi dell’Aquila, il quale dovrà provvedere all’esecuzione entro il termine di venti giorni dalla comunicazione della presente ordinanza”.
L’Ateneo è stato condannato anche alla refusione delle spese di lite.
L’avvocato Salvatore Braghini, che ha seguito con successo diversi contenziosi per consentire agli studenti l’iscrizione alle facoltà ad accesso programmato, sottolinea “la coerenza e la tempestività delle decisioni del Tar, che riaffermano anche in questo caso il principio cardine della piena occupazione delle risorse universitarie nonché la necessità di non assimilare i neo-diplomati, a cui è richiesto il test d’ingresso, con gli studenti che hanno già acquisito crediti o addirittura titoli universitari spendibili nei Corsi di area medico-sanitaria, ai quali non può essere parimenti chiesto di superare il test”.




