L’AQUILA – Domenica no-stop a Roma per il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

Dopo aver minacciato per ben due volte le dimissioni dal delicato incarico commissariale nelle zone colpite dal sisma se la sospirata proroga della restituzione non ci sarà, Chiodi si è trincerato nella Capitale, dove, tra una minaccia di crisi di governo e un rischio di crollo internazionale delle borse, cercherà di perorare ancora la causa del “cratere”.

Al momento nessuna previsione anche perché all’interno dello stesso esecutivo molti sono completamente contrari a questa misura per L’Aquila.

Sulle tasse è intervenuto anche il coordinatore provinciale aquilano del Popolo della libertà, Gianfranco Giuliante, che appoggia la proposta del presidente della Camera di commercio, Lorenzo Santilli, di un’ordinanza che faccia slittare tutto a dicembre. (alb.or.)

GIULIANTE: ”ORDINANZA TAMPONE PER ARRIVARE A DICEMBRE”

“La proposta di un’ordinanza che esplichi i suoi effetti entro l’anno, spostando al mese di dicembre la data prevista per la restituzione delle tasse, come ‘provvedimento tampone’ per guadagnare il tempo necessario per una più definitiva soluzione del problema tasse è stata avanzata ieri, all’Aquila, su un tavolo promosso dal senatore Filippo Piccone“.

Lo annuncia in una nota il coordinatore provinciale aquilano del Pdl, Gianfranco Giuliante.

“L’ha avanzata – prosegue – Lorenzo Santilli, presidente della Camera di commercio, ed è stata immediatamente sottoscritta da Giuliante e Piccone l’ha definita l’unico escamotage possibile per prendere tempo e si è riservato di discuterne con i colleghi parlamentari abruzzesi”.

“Tale proposta – aggiunte Giuliante – che ha un precedente in un provvedimento di Guido Bertolaso, è l’unica che, senza copertura finanziaria, gli effetti si esplicano nello stesso anno fiscale, consente di guadagnare tempo ad oras”.

“Il senatore Legnini (Giovanni, del Pd, ndr), bruciando tutti, l’ha esplicitata. La sottoscrivo senza tentennamenti… Il buon senso non ha colore politico!”, conclude Giuliante.