PESCARA – È scontro aperto oramai tra la Asl di Pescara e il consigliere regionale Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle.

Dopo la citazione in giudizio da parte del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che gli chiede 200 mila euro per diffamazione, si apprende infatti che  il direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, ha presentato un esposto contro il malcapitato consigliere grillino, per aver occupato nell’agosto del 2014 gli uffici della direzione in segno di protesta per un mancato accesso agli atti.

Pettinari nel Consiglio dello scorso 21 aprile aveva presentato una risoluzione urgente che chiedeva la rimozione di D’Amario, proprio per quell’accesso agli atti negato, che Pettinari considera “un abuso di potere”, un impedimento alle sue prerogative di consigliere regionale che deve poter esercitare la funzione di controllo.

Secondo motivo per cui D’Amario dovrebbe farsi da parte è relativo all’annosa vicenda degli infermieri promossi alla Asl di Pescara nel 2002 senza concorso, ma nominati dai primari, a coordinatori facenti funzione, ovvero vice-caposala, e che “ancora oggi – si legge nella risoluzione – dopo 8 anni dalla nomina illegittima ricoprono tale posizione, e percepiscono la retribuzione aggiuntiva”.

La risoluzione urgente però non è passata.

D’Amario replica nel merito a Pettinari e rivela la sua decisione di andare per le vie legali.

“Ho presentato un esposto alla Procura di Pescara – spiega il direttore generale ad AbruzzoWeb – per un’occupazione durata oltre tre ore da parte di Pettinari degli uffici direzionali della Asl di Pescara, che ha così impedito il normale svolgimento delle attività, interrompendo il pubblico servizio. Pettinari aveva anche annunciato su facebook questa sua iniziativa”.

“Pettinari voleva tutto e subito – aggiunge poi D’Amario – ma l’ufficio preposto dopo avergli consegnato parte della documentazione gli ha chiesto la qualificazione dell’interesse, perché si trattava di fornire dati sensibili, relativi alla privacy dei pazienti”.

Per quanto riguarda poi la vicenda dei coordinatori facenti funzioni, D’Amario spiega che “la retribuzione aggiuntiva oggi percepita riguarda solo coloro che nel frattempo si sono visti riconoscere negli anni il ruolo e relativo compenso dal giudice del lavoro, non per gli altri”.

E ribadisce che a breve sarà sanata la stortura.

“Ricordo a Pettinari che fin dal mio insediamento – le parole di D’Amario –  è stata intanto vietata l’attribuzione di incarichi di coordinamento senza idonee procedure selettive. Ho poi provveduto a deliberare la nuova articolazione delle posizioni di coordinamento all’ interno delle strutture complesse, nel rispetto dei parametri stabiliti con decreto commissariale, calcolando di conseguenza il numero massimo di coordinamenti consentiti, e ho proceduto dunque ad emanare un avviso finalizzato alla selezione dei coordinatori da assegnare alle sedi vacanti, rimuovendo tutte le situazioni di coordinamento di fatto, assegnando la funzione con apposita procedura selettiva”.

Pettinari, contattato da Abruzzoweb, non ha voluto commentare la notizia dell’esposto.