AVEZZANO – Ancora polemiche ad Avezzano per la partecipazione  con tanto di fascia tricolore, della consigliera comunale di maggioranza Concetta Balsorio, all’occupazione del consiglio regionale.

Ed ora, come riferisce il quotidiano Il Centro, nel mirino c’è ancor di più il sindaco civico Gianni Di Pangrazio, in quanto in un messaggio nel gruppo whatsapp dei membri di Ali, l’ associazione degli amministratori di centrosinistra, dimostra che il sindaco sapeva, avendo scritto, a proposito della manifestazione “Avezzano presente”, mentre Balsorio aveva assicurato che la sua era stata una  iniziativa personale, ammettendo l’errore di aver indossato la fascia.

Ha scritto infatti su Fb Balsorio: “avendo indossato la fascia tricolore senza specifica delega, la mia presenza ha inevitabilmente coinvolto anche la posizione generale dell’ente. Per tale motivo sento il dovere di scusarmi con il sindaco”.

E Di Pangrazio ha commentato: “apprezzo la sua dichiarazione. La fascia tricolore rappresenta tutti. Mai abbiamo partecipato a scontri di natura politica. Ha fatto bene a chiarire”.

La partecipazione di Balsorio aveva provocato le ire dei membri del centrodestra della maggioranza trasversale di Di Pangrazio, che già lavora alla candidatura alle comunali della primavera 2026, ovvero Nello Simonelli, Ernesto Fracassi e Carmine Silvagni, tutti e tre vicini all’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi, ma non iscritti al partito, come pure mostra forte dissenso Antonio Del Boccio, in quota Lega.

Avevano scritto Simonelli, Fracassi e Silvagni: “Auspichiamo che la collega che scelto consapevolmente di aderire a questa grave forzatura, sventolando simboli tricolori che appartengono allo Stato, al Comune e alla collettività tutta, a quanto sembra senza una precisa delega e legittimazione a farlo, abbia il coraggio di assumersene pienamente la responsabilità: politica, morale e giuridica. La forza delle idee non si impone con gesti eclatanti, ma si afferma con il confronto, con il voto e con il rispetto delle regole comuni. Il buon nome delle Istituzioni si difende innanzitutto con l’esempio”.