L’AQUILA – Serata di voci di un nuovo terremoto giudiziario per la politica abruzzese. Voci che si sono rincorse, ma non hanno avuto conferma.
È bastata una scintilla per scatenare i rumors nei corridoi della politica e anche, inevitabilmente, il lavorìo delle redazioni, le telefonate, i controlli incrociati.
Il campanello d’allarme lo ha dato la notizia, riportata dall’agenzia Ansa, della sospensione dei lavori del Consiglio provinciale di Chieti, intorno alle 20, su richiesta della maggioranza, che poi si è riunita in una saletta separata, al piano superiore rispetto al salone del Consiglio: un’area più riservata di quella usata di solito.
La sospensione è stata poi motivata dall’ufficio stampa del Consiglio provinciale come una “pausa tecnica” per valutare alcuni emendamenti da presentare alla delibera per il riequilibrio di bilancio, ma secondo quanto riferito all’Ansa da alcuni consiglieri provinciali, in quei momenti nel palazzo sono circolate voci di presunti provvedimenti della magistratura nei confronti di alcuni politici abruzzesi.
Voci circolate, appunto, ma non confermate, tanto che lo stesso ufficio stampa si è affrettato ad affermare che “sono destituite di ogni fondamento le illazioni circolate sulle agenzie di stampa circa una sospensione dovuta a qualsivoglia altro motivo”.
Sospesi alle 20, i lavori del consiglio provinciale sono ripresi alle 21.05 con l’appello dei consiglieri presenti.





