L’AQUILA – “Per concludere i lavori allo stadio di Acquasanta mancano le torri faro e il campo, due opere che non erano nel nostro appalto. Se il Comune dell’Aquila vuole che si cominci a giocare nel nuovo stadio per gennaio 2014 deve spicciarsi con la gara, altrimenti il termine slitterà sicuramente perché solo dopo questi lavori noi potremo concludere i nostri”.
Rompe il silenzio Valerio Circi, titolare della Circi Costruzioni, capigruppo dell’associazione temporanea d’imprese (Ati) che sta curando i lavori di riqualificazione dello stadio di Acquasanta del capoluogo, nato e mai compiuto per il rugby, rilanciato dall’ipotesi di farci giocare il calcio.
Circi racconta la sua verità e replica all’assessore aquilano Alfredo Moroni, che ai microfoni di AbruzzoWeb aveva evocato il rischio di un contenzioso con la ditta, chiedendo un’accelerazione, “dovremmo essere noi a chiedere i danni per i mesi che abbiamo perso aspettando le approvazioni burocratiche degli enti”.
Risponde inoltre alle accuse di immobilismo e assenza di operai di tifosi e cittadini, “i miei hanno lavorato all’interno, impossibile vederlo dalla strada, mentre ora finché non sono fatti campo di gioco e torri faro c’è poco da fare, non possiamo concludere, si guarderebbero in faccia”.
Circi rivendica anche di aver “pagato di più per far produrre ad agosto, mese in cui ci si ferma, la tribuna prefabbricata che installeremo” e annuncia, “arriverà il 20 settembre” mentre il termine per la riconsegna dei suoi lavori “è il 13 dicembre e possiamo rispettarlo, ci è rimasto poco da fare”.
Infine una denuncia sulla qualità complessiva dell’impianto, “il cemento armato della parte storica è deteriorato, anche se non ci sono rischi strutturali, e non si riuscirà a sistemarlo con questo appalto. La verità è che per Acquasanta servirebbero più soldi”.
Come mai tanto ritardo per portare a compimento questa storica incompiuta aquilana?
Abbiamo acquisito un appalto che prevedeva una serie di lavori, c’è stata una variante dopo le richieste del Comune, con la modifica della tribuna Sud, non più a tubi e giunti ma in prefabbricato, completamente differente rispetto a quanto previsto all’inizio. Una variazione sostanziale per il progetto di ‘stadio senza barriere’, con l’eliminazione anche dei moduli elevabili di protezione che erano previsti all’inizio a bordo campo. A causa dei pareri degli enti, del Coni, sono stati persi 5 mesi, da febbraio a luglio, quando abbiamo avuto le approvazioni. Da luglio sono partiti gli ordini per le tribune e i cristalli, le lavorazioni erano vincolate a questi esiti positivi e peraltro preventivi, ossia potrebbero anche cambiare in consuntivo.
Che cosa manca oggi per accelerare la conclusione dell’opera?
Il manto a oggi non c’è, e anche le torri faro e altre lavorazioni minori. Ma tutto questo non era nel nostro appalto, non tutti lo hanno capito.
Il termine per la riconsegna è oscillato da novembre, secondo quanto affermato dall’assessore alle Opere pubbliche Moroni, a dicembre, come ha invece precisato l’assessore allo Sport Emanuela Iorio. Qual è la vostra deadline?
Il nostro committente è il provveditorato alle Opere pubbliche, che ci ha concesso una proroga, sottolineo senza una nostra richiesta, fino al 13 dicembre: evidentemente si sono resi conto dei problemi amministrativi che ci sono stati.
È un termine che si può rispettare secondo le sue previsioni?
Assolutamente sì anche perché tra le nostre opere rimangono da concludere i conci prefabbricati della tribuna e i cristalli, che non possiamo montare senza alcune opere del campo. Le nostre opere sono vincolate a quelle che dovranno essere appaltate, non possiamo farle finché non le appaltano ma a oggi l’appalto non è previsto.
Chi dovrà bandire l’appalto?
Probabilmente direttamente il Comune perché i fondi sono comunali. Se vogliono lo stadio di Acquasanta per la fine di quest’anno devono accelerare.
Secondo lei si riuscirà nell’impresa?
Personalmente la vedo ardua perché al di là degli sforzi alla fine ci dovranno essere collaudi, sopralluoghi della commissione eccetera. Gennaio è un termine verosimile per cominciare a giocare in quel campo, se appaltano oggi, ma se lo fanno a fine mese il termine già slitta. Oltretutto il manto non si può fare a novembre. E senza torri farro non si può fare neanche il campo. Solo dopo potremo finire le nostre ultime cose, soprattutto la chiusura dei muri in zona Sud: se li chiudessi ora non si potrebbe entrare all’interno se non con piccoli mezzi, e non si potrebbe più fare il campo.
L’assessore Moroni ai nostri microfoni ha evocato il rischio di contenzioso nei vostri confronti, che ne pensa?
Non voglio fare polemica con Moroni ma è un rischio che non esiste, anzi, dovremmo essere noi a chiedere noi i danni al Comune tutt’al più! Se avessimo voluto avremmo messo riserve per milioni senza fare il lavoro, non vedo come l’assessore abbia potuto fare quell’uscita.
La nostra redazione ha ricevuto segnalazioni e osservato direttamente che a lungo il cantiere è rimasto deserto, come risponde?
Non è vero. La gente che passa non può vedere quando gli operai stanno lavorando in alcuni posti che non sono il campo. Tutto l’interno delle tribune è stato rifatto, ma nessuno poteva vedere se dentro ci fossero o meno delle persone. Come ho detto le lavorazioni più grosse erano vincolate da approvazioni e comunque, pagando di più, abbiamo chiesto di non far fermare la realizzazione della tribuna nel mese di agosto. L’abbiamo ordinata a fine luglio e arriverà il 20 settembre, quella vicino alla strada. Fino a quel momento non posso mettere gente lì a non fare nulla, si guarderebbero in faccia senza lavorare.
Foto di ‘infiltrati’ all’interno del cantiere che girano sui social network e nostri sopralluoghi evidenziano l’assoluto degrado della parte più vecchia dello stadio, quella realizzata decine di anni fa. Com’è la situazione?
La situazione è quella di una struttura costruita 25 anni fa. Ci sono carenze gravi che non possiamo sanare con quest’appalto, il corpo di testa ha grosse problematiche. Ci volevano molti più fondi per riportare quella struttura a una situazione positiva. Anche alla fine di tutti i lavori resteranno problematiche serie come le coperture del corpo di testa. Per il resto, in un cantiere è normale che ci sia sporcizia, anche perché dovranno passare cavi all’interno anche dopo, per le lavorazioni successive.
Ma ci sono anche rischi strutturali, di crolli?
Il cemento armato più vecchio è degradato, andrebbe trattato ma non ha problemi strutturali, per fortuna.






