L’AQUILA – Slitta al 2015, se tutto va bene, l’apertura del nuovo stadio dell’Aquila in località Acquasanta.

Ancora un clamoroso ritardo sulla fine dei lavori di completamento della struttura, in attesa di aprire da ormai tre decenni e destinata, dopo essere stata costruita per il rugby, all’Aquila Calcio.

Diversi sono gli intoppi in questa ennesima puntata di quella che è ormai una vera e propria telenovela.

Intanto, si attende per oggi la risposta del Tribunale amministrativo regionale (Tar) sulla sospensiva di assegnazione definitiva dei lavori. Al Tar, lo scorso giugno, una delle oltre 200 ditte escluse dalla gara d’appalto aveva presentato ricorso.

Nel frattempo, però, in sede di Commissione di gara, sono venuti fuori altri guai tecnici. La gara d’appalto è stata vinta da un’associazione temporanea di imprese (Ati) composta dalla Fratelli Di Giammarco di Montorio al Vomano (Teramo) e da Elettroimpianti Srl, per un importo di 1,242 milioni e un ribasso del 29,010 per cento su base d’asta.

Una delle ditte escluse ha quindi inviato al Comune dell’Aquila un preavviso di ricorso col quale ha chiesto, in autotutela, l’annullamento dell’esito della gara, un passo scontato sulla via del ricorso al Tar poi in effetti presentato, con l’amministrazione in mezzo a due fuochi, perché la ditta vincitrice avrebbe potuto a sua volta muoversi nella stessa direzione, facendo un secondo ricorso contro l’annullamento.

Il ricorso degli esclusi è stato impostato sulla contestazione del troncamento delle cifre decimali delle offerte economiche, fissato a 4 da parte della Commissione prima di aprire le buste.

Nel bando di gara i decimali non erano specificati, cosa che, contesta la ditta ricorrente, nel momento in cui si è deciso di troncarli a 4, non ha garantito la possibilità di aggiudicazione dell’appalto a tutti i concorrenti.

Non solo. In sede di Commissione, riunita lunedì e riconvocata per fine mese nel caos più totale, ci si è accorti anche di altri errori, in particolare delle discordanze dei ribassi in cifre e in lettere, in un caso addirittura si è scoperta una discordanza tra ribasso in cifre, in lettere e offerta finale.

L’amministrazione comunale a questo punto chiederà al Tar un rinvio della sospensiva per poter riesaminare il tutto, ma gli scenari sono nerissimi.

Perché la via migliore è comunque piena di intoppi: qualora si decidesse di rifare tutto, cioè di indire una nuova gara d’appalto, una volta risolte le pastoie di questi giorni già parecchio complesse e dilatate, per vedere Acquasanta completato e fruibile servirà parecchio tempo.

In ogni caso, una conferma già c’è: il 2015, forse, sarà l’anno di Acquasanta. Per una serie di disattenzioni tecniche evitabilissime.