CHIETI – Confcommercio Chieti ribadisce il suo “no” al progetto Megalò 2 e avanza perplessità sul project financing relativo alla realizzazione di un nuovo ospedale in città con annessi spazi commerciali.

“Non vogliamo entrare nel merito della scelta della ‘privatizzazione’, seppur parziale, delle strutture e delle attività sanitarie – afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti –  ma la cosa che sconvolge è la realizzazione di una concentrazione di attività al dettaglio dislocate proprio all’interno del nosocomio teatino in un numero preventivato di 26 unità”.

“Premettendo che, questa soluzione, non è certo una novità nel panorama ospedaliero nazionale e che questo nuovo concetto di sanità è già presente in grandi ospedali italiani, dobbiamo però constatare, malgrado siamo aperti alle nuove concezioni che soddisfino le moderne esigenze, che ogni soluzione non possa essere calata in egual modo in ogni città o in ogni sistema sanitario territoriale. Anche perché Chieti abbonda di media e grande distribuzione”, rileva.

Per la Tiberio, “l’attenzione del legislatore regionale e della stessa azienda sanitaria locale dovrebbe considerare un contesto urbano commerciale già penalizzato dalla presenza di molti centri commerciali nella vasta area fra Chieti e Pescara, con la pesante quanto massiccia presenza del Megalò a poca distanza e con l’incombente suo ampliamento con il Megalò 2 per cui l’iter amministrativo di concessione è in fase di prosecuzione”.

“Per questo Confcommercio è contraria fortemente allo sviluppo di nuovi insediamenti concentrati di attività commerciali – conferma la presidente – considerato il fatto che la fruizione delle attività appena fuori e circostanti l’ospedale teatino è molto più facile e immediata. Vigileremo e faremo presente in tutte le sedi la nostra contrarietà alla realizzazione di nuovi centri commerciali a Chieti”.

Una scelta, ricorda Confcommercio, “dovrà essere fatta sull’argomento anche sul tavolo tecnico voluto dall’amministrazione per stilare il nuovo Piano commercio comunale. Sono due le possibilità: avallare questa ulteriore concentrazione commerciale o no. Vedremo che cosa accadrà”.

Sulla questione nuovo ospedale, invece, Confcommercio Chieti offre una soluzione alternativa alla Regione e all’associazione di imprese proponente.

“Al posto dell’ennesimo centro commerciale si potrebbe prevedere una struttura all’interno del nosocomio, considerato che i corpi C e D non avranno alcuna destinazione, che possa dare alloggio con prezzi calmierati – suggerisce la Tiberio – ai parenti che assistono i propri cari in percorsi curativi alle volte pesanti così da creare, comunque, nuovo indotto salvaguardando al tempo stesso, il piccolo commercio che è il vero tessuto connettivo economico della nostra comunità”.