CHIETI – “È in corso nei nostri uffici una procedura da oltre 3 mesi, non posso aggiungere altro”.
Bocca cucita da parte di Pasquale Flacco, direttore generale della Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, sulla vicenda che rischia di compromettere in partenza il bando europeo del project finacing presentato dall’associazione temporanea (Ati) tra le imprese Maltauro e Nocivelli per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti.
Un’opera del valore di 225 milioni di euro tutti a carico del privato, che poi si rifarà con la gestione ventennale di servizi.
La realizzazione si rende necessaria perché l’attuale struttura è pericolante per gravi difetti di realizzazione, un fatto conosciuto dal 2012.
Non parla Flacco, nonostante nei mesi scorsi abbia detto che la finanza di progetto sia l’unica soluzione per risolvere in tempi meno biblici il grave problema.
Non si pronuncia, il direttore, neppure di fronte all’interrogativo finalizzato a capire se la recente questione del mancato pagamento, ai tempi della proposta progettuale, di una cartella esattoriale di 17 mila euro, poi sanata, da parte di una impresa riferibile all’Ati proponente, denunciata con un comunicato dal consigliere regionale di opposizione, il forzista Mauro Febbo, sia destinata a rallentare la procedura che, secondo quanto si è appreso, deve sfociare nella gara europea.
Su questo fronte, c’è da dire che la stessa Asl di Chieti, che dovrà fare il bando europeo, attraverso una nota ufficiale firmata dal dirigente amministrativo Contratti e forniture ha segnalato alla procura della Repubblica e all’Autorità anticorruzione (Anac) che, in base al certificato dell’Agenzia delle entrate di Vicenza, risulta il mancato pagamento di una cartella da oltre 17 mila euro, da parte della società Centrale Mazzoni srl, incorporata da Maltauro.
Una violazione ritenuta grave da Febbo, secondo il quale pregiudica la partecipazione alla gara per il nuovo ospedale da parte addirittura della proponente del project.
Sempre da quanto appreso, la Maltauro aveva già segnalato la vicenda nei mesi scorsi informando il saldo della pendenza, quindi ha appreso con sorpresa la segnalazione della “anomalia”.
Che per i dirigenti delle imprese non costituisce un rallentamento delle procedure, il cui conto alla rovescia è partito nelle scorse settimane con la presentazione ufficiale della documentazione.
L’Ati aveva fornito documentazione per dimostrare “l’assoluta buona fede la totale assenza di dolo” in quanto non “è stata informata di tali irregolarità” da parte dell’azienda incorporata e comunque il debito fiscale è stato saldato.
Flacco, quindi, non intende rilasciare dichiarazioni in merito ai possibili scenari che potrebbero aprirsi a seguito di questa segnalazione all’Autorità anticorruzione, che potrebbe stoppare un project financing che lo stesso manager ritiene urgente, in quanto il vecchio ospedale è a rischio sismico e troppo costoso da ristrutturare. Filippo Tronca



