CHIETI – La Asl di Chieti, attraverso una nota ufficiale firmata dal dirigente amministrativo presso l’unità Governo dei contrati di servizi e forniture, ha segnalato a procura della Repubblica e Autorità anticorruzione (Anac) una serie di garbugli, in particolare beghe legali che sarebbero ancora in corso per le ditte proponenti, sulla proposta di finanza di progetto per la realizzazione del nuovo ospedale.

A segnalare il “nuovo, inquietante capitolo” è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza, che fa riferimento a “quanto accaduto in occasione della verifica della proposta di finanza di progetto presentata dal costituendo raggruppamento temporaneo di imprese tra Icm (Impresa Costruzioni Maltauro) e Abp Nocivelli”.

“Ebbene, mentre il legale rappresentante di Icm ha prodotto una dichiarazione nella quale riportava di non aver commesso violazioni gravi rispetto agli obblighi (di cui all’art. 80 comma 4 del dlgs 50/2016) relativi al pagamento di imposte e tasse o contributi previdenziali – scrive Febbo – il dirigente della Asl di Chieti, in sede di verifica, ha acquisito un certificato dell’Agenzia delle Entrate di Vicenza nella quale viceversa risultano definitivamente accertate due cartelle di pagamento a carico della società Centrale Mazzoni srl (incorporata da Icm)”.

A segnalare il “nuovo, inquietante capitolo” è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza, che fa riferimento a “quanto accaduto in occasione della verifica della proposta di finanza di progetto presentata dal costituendo raggruppamento temporaneo di imprese tra Icm (Impresa Costruzioni Maltauro) e Abp Nocivelli”, che a fine novembre ha presentato la proposta progettuale ufficiale, con un piano economico finanziario e una bozza di convenzione, a cui seguirà il bando di gara europeo per la per la realizzazione del nuovo ospedale teatino, in sostituzione del vecchio ospedale del santissima Annunziata, che ha seri problemi di sicurezza sismica.

Il nuovo policlinico costerà circa 225 milioni e sarà realizzato secondo le tecniche più moderne, naturalmente antisismiche, in 4-5 anni. Una mega struttura con 437 posti letto più 61 di day hospital. Il privato si rifarà dell’investimento con la gestione per 25 anni, in base a una convezione che è parte integrate della proposta, dei vari servizi necessari al funzionamento dell’ospedale, come ad esempio la lavanderia, la ristorazione, passando per pulizia e sanificazione, logistica, assistenza e manutenzione della apparecchiature medicinali, e la gestione dei laboratori e anche la gestione di locali commerciali realizzati nel nuovo edificio.

La Regione, attraverso la Asl, pagherà dunque, per la gestione di questi servizi, 50 milioni di euro l’anno per 25 anni, ovvero 1 miliardo 250 milioni. Alla scadenza, il privato dovrà assicurare nel suo periodo di gestione la costante manutenzione dell’ospedale, riconsegnandolo alle condizioni di consegna, cioè perfettamente. Febbo però, da sempre contrario a questo project financing avanza pesanti dubbi, già in questa fase di partenza.

“Di conseguenza è stato avviato un procedimento per chiedere tempestivi chiarimenti in quanto il mancato pagamento di una delle due cartelle (da oltre 17 mila euro) costituirebbe una ‘violazione grave’ delle disposizioni di legge – prosegue Febbo – La successiva ricostruzione fornita da Icm spiega come, nel susseguirsi delle diverse trasformazioni, l’incorporante Icm non sia stata informata di tali irregolarità”.

Il consigliere spiega ancora che “a supporto della buona fede della società vengono allegati due certificati dell’Agenzia delle Entrate che sottolineerebbero, scrivono da Maltauro, la totale assenza di dolo e colpa chiarendo la correttezza della condotta posta in essere. Il dirigente della Asl, però, sottolinea come i certificati prodotti dalla ditta capogruppo dell’Ati per il nuovo ospedale di Chieti, recano dicitura che attesta la parziale potestà certificativa dei documenti tale da non coprire talune fattispecie, quali quelle relative a vicende societarie pregresse che sarebbero state scandagliate ed attestate dall’Agenzie delle Entrate solo a seguito di specifica richiesta”, prosegue ancora.

“Rilevato che la verifica della tipologia e grado dell’elemento soggettivo anche nel caso di fatti rilevanti in sede penale, non è di competenza dello stesso dirigente Asl si è provveduto a segnalare quanto accaduto agli uffici competenti ovvero, procura e Anac, per chiedere di conoscere le determinazioni che vorranno essere assunte sulla vicenda – conclude la ricostruzione – Auspico che si faccia immediata chiarezza su quanto segnalato del dirigente dell’Azienda sanitaria di Chieti e al tempo stesso invito nuovamente il governo regionale a ripensare alla strategia perseguita per la costruzione dei nuovi ospedali abruzzesi”.

“Alla luce di quanto sta accadendo le premesse sono tutt’altro che incoraggianti e si rischia seriamente di perdere tanto tempo, ma soprattutto soldi pubblici – accusa il presidente di commissione – Ritengo che la certificazione prodotta, così inficiata, segni uno sbarramento al project financing presentato per cui tutta la procedura deve essere annullata e questo argomento sarà affrontato in commissione Vigilanza in prossima convocazione”.

Febbo ricorda anche che “sulla scelta di utilizzare i project financing per la realizzazione degli ospedali, sostenuta ostinatamente dal governo D’Alfonso, abbiamo sollevato molti dubbi in più occasioni sopratutto in riferimento alla nascita del nuovo nosocomio di Chieti. Dubbi che non sono soltanto nostri ma sono stati espressi in precedenza anche della Corte dei Conti in più occasioni e dalla stessa Autorità nazionale anticorruzione, nella figura del presidente Cantone, e da ultimo dallo stesso ministro Delrio”.

“Tra le varie criticità segnalate va osservato che il project financing, proprio per gli stessi rilievi indicati dai massimi organi di controllo, stimola alcuni ‘appetiti’ che rischiano di generare contenziosi in grado di vanificare tutte le buone intenzioni iniziali”, conclude.