L’AQUILA – Nelle settimane in cui il mondo scivola in una nuova drammatica crisi energetica per la sconsiderata offensiva bellica di Israele e Usa in Iran, a Poggio Picenze, comune di 1.100 abitanti a pochi chilometri dall’Aquila, è stato tagliato il nastro del ristrutturato municipio.

Edificio, questo l’aspetto dirimente, che può fregiarsi della classificazione Nzeb, acronimo di Nearly Zero Energy Building, per l’abbattimento quasi a zero del consumo energetico. Grazie alla coibentazione delle pareti e all’utilizzo di intonaco termico, ai pannelli fotovoltaici per una potenza di 11 kw, pompe di calore al posto del tradizionale impianto di riscaldamento a gas. E questo significa un risparmio anche economico in bolletta di decine di  migliaia di euro all’anno, che per un piccolo comune sono tanti soldi.

A tagliare il nastro, al fianco del primo cittadino, Antonello Gialloreto, del centrosinistra, Debora Visconti, presidente dell’Unione dei Comuni Montagna aquilana e sindaco della vicina Sant’Eusanio Forconese, di Fdi, Enrico Bianchi, dirigente dell’area giuridica dell’Ufficio speciale ricostruzione dei comuni del cratere 2009 (Usrc). Presenti all’inaugurazione anche i costruttori Gadaf e Jaser Haliti, della H edilizia generale, che ha realizzato l’opera assieme al direttore tecnico del cantiere, della H Edilizia, Raffaele Boiocchi, il progettista e direttore dei lavori, Nicola Del Ciotto, della Valeo srl. 

I lavori sono stati consegnati alla H edilizia a ottobre del 2024, il cantiere è partito a febbraio 2025 a seguito di una ulteriore modifica progettuale, la conclusione dell’opera a febbraio 2026.

Ora mancano gli arredi, e la riqualificazione dell’area esterna a municipio, con riapertura pienamente operativa prevista entro fine giugno.

Ha detto il sindaco Gialloreto: “Oggi è una giornata di festa e che guarda al futuro: restituiamo alla collettività il nostro municipio, non solo a massima sicurezza sismica, ma a consumo energetico quasi zero, compiendo una altro importante passo verso il completamento della ricostruzione post terremoto. Le soluzioni progettuali adottate ci consentiranno di risparmiare decine di migliaia di euro in bollette energetiche che potremmo destinare ad altre finalità. Sono stati ripensati anche gli spazi interni: la sala consiliare, ad esempio, assieme agli uffici Anagrafe e Protocollo, sono stati spostati dal primo piano al pianterreno per garantire la massima accessibilità a cittadini e utenti, abbattendo di fatto una barriera architettonica”.

Ha dunque spiegato l’ingegnere Raffaele Boiocchi, della H-edilizia, direttore tecnico di cantiere: “L’edificio esistente, non rispettava i requisiti sismici ed è stato effettuato un importante lavoro di consolidamento, sono state ripulite e demolite tutte le tamponature, sono stati rinforzati i pilastri, e sono stati utilizzati materiali molto performanti, quindi per far rispettare i massimi requisiti energetici. Essere parte di questo progetto rappresenta per noi un motivo di grande soddisfazione  Non si è trattato solo di un intervento edilizio, ma della possibilità concreta di contribuire alla restituzione di un luogo strategico per la comunità. Restituire valore a un edificio pubblico significa rafforzare il legame con il territorio e partecipare attivamente al suo sviluppo”.

Altri elementi tecnici sono stati illustrati da Nicola Del Ciotto: “Ci sono state due fasi dell’intervento: il primo ha riguardato la sicurezza dell’edificio con la riparazione dei danni da sisma e il successivo rinforzo della struttura. Il secondo invece ha riguardato la parte energetica con l’efficientamento energetico che ha raggiunto il cosiddetto Enzeb, che significa edificio ad emissione quasi zero. Significa che l’edificio funziona quasi completamente con energia autoprodotta. Basti dire che non c’è l’impianto a gas. Tutto funziona elettricamente, l’energia elettrica un po’ presa dalla rete e la maggior parte è prodotta dal fotovoltaico.  Nel vecchio edificio c’era una doppia fodera, tipica muratura che si usava negli anni 70. Abbiamo tolto la parte esterna della muratura, sostituendola con con un blocco ad alte prestazioni in poroton e poi sopra questo blocco abbiamo steso un intonaco termico. Abbiamo cambiato gli infissi, abbiamo isolato tutti i cassonetti delle finestre che erano oggetti di dispersione”.

Un momento di soddisfazione anche per H edilizia, ha detto Gadaf  Haliti: “L’intervento, durato un anno, ha richiesto un’attenta gestione delle fasi operative e un lavoro coordinato tra tutte le figure coinvolte, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza un edificio sicuro, moderno e funzionale, e siamo davvero soddisfatti del risultato. Innovazione tecnologica, efficienza energetica e qualità costruttiva si sono integrati per dare forma a uno spazio pensato per durare nel tempo e rispondere alle esigenze della collettività”.

Ha aggiunto il fratello Jaser Haliti: “C H Edilizia Generale conferma il proprio interesse nella realizzazione di opere che non siano solo strutture, ma elementi fondamentali per la crescita, la sicurezza e la qualità della vita dei territori in cui opera”.

Nel suo intervento Visconti ha sottolineato che “riconsegnare una sede comunale è un tassello molto importante per la vita amministrativa e sociale del paese, perché è la casa di ogni singolo cittadino. Mi congratulo con l’amministrazione comunale di Poggio Picenze, tenuto conto che la ricostruzione post sisma degli edifici pubblica comporta iter burocratici complessi e tempistiche e tempi non brevi”.

Ha detto a sua volta Bianchi, in rappresentanza dell’Ursc: “Il recupero  di un edificio municipale ha una forte valenza simbolica ma in questo caso esemplari è stata, otre ovviamente alla sicurezza sismica, la rifunzionalizzazione degli spazi e alle tecnologie utilizzate che consentiranno quasi di azzerare i costi energetici”.