GAGLIANO ATERNO – Un nuovo, prestigioso riconoscimento nazionale per Gagliano Aterno, piccolo comune dell’Appennino aquilano, protagonista negli ultimi anni di un importante percorso di rigenerazione territoriale e sociale.

Il progetto “Ritornanti al Convento. Santa Chiara: un patrimonio che torna ad essere comunità” si è aggiudicato il primo premio nazionale “Patrimoni Viventi” nella sezione Enti Pubblici, promosso dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.

La cerimonia di premiazione si svolgerà oggi, 22 ottobre, a Ravello, nella suggestiva cornice di Villa Rufolo, in Costiera Amalfitana, dove il sindaco Luca Santilli ritirerà il riconoscimento. Al centro del progetto premiato c’è il recupero dell’antico Convento di Santa Chiara, restituito alla comunità e trasformato in un nuovo centro di vita pubblica, culturale ed economica. Oggi il complesso ospita il Municipio, spazi di coworking, una sala convegni e attività economiche, diventando uno dei luoghi simbolo della rinascita del paese.

«Questo premio riconosce soprattutto un’idea di futuro», dichiara il sindaco Luca Santilli. «Abbiamo provato a dimostrare che recuperare il patrimonio pubblico non significa semplicemente restaurare edifici, ma restituire loro vita, funzioni e relazioni. Il Convento di Santa Chiara è diventato un luogo abitato, attraversato ogni giorno da persone, attività e nuove opportunità. È il risultato di un lavoro collettivo, di una comunità che ha deciso di non rassegnarsi allo spopolamento e al declino».

Il riconoscimento si inserisce in un percorso più ampio di politiche pubbliche attraverso cui Gagliano Aterno sta sperimentando nuove forme di abitabilità dei piccoli paesi, investendo su servizi, cultura, welfare di comunità, nuove economie e partecipazione.

«La sfida delle aree interne non è soltanto conservare ciò che abbiamo ereditato, ma creare le condizioni perché questi luoghi possano continuare a essere scelti, vissuti e abitati», prosegue Santilli. «Questo premio dimostra che anche un paese di poco più di duecento abitanti può produrre innovazione, sperimentare politiche pubbliche e diventare un riferimento per altri territori. La dimensione demografica non può e non deve determinare la qualità delle opportunità e delle ambizioni di una comunità».

Il premio arriva mentre l’Amministrazione comunale è già impegnata nella progettazione del secondo lotto di recupero del Convento, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente gli spazi e le opportunità a disposizione della comunità.

«Portiamo a Ravello non soltanto un progetto di recupero architettonico, ma la storia di un paese che ha scelto di rimettersi in movimento. E soprattutto la convinzione che i piccoli luoghi non siano il passato da custodire, ma una parte fondamentale del futuro da costruire».