L’AQUILA – “La denuncia di Pierluigi Biondi in merito al bando per il nuovo direttore Ater della provincia dell’Aquila sono la prova di quanto il sindaco sia dedito alla strumentalizzazione, ai soli fini elettorali, di ogni falsità possa servire a screditare l’avversario, e allo stesso tempo il tentativo di uscire dall’angolo in cui egli stesso si è ficcato da un anno e mezzo a questa parte con un immobilismo spaventoso sulla programmazione delle questioni cittadine, Porta Leoni compresa”.
È quanto scrivono in una nota Paolo Romano, capogruppo in Consiglio comunale dell’Aquila de Il Passo Possibile e Stefano Palumbo, capogruppo del Partito Democratico, commentando le parole del primo cittadino del capoluogo, che questa mattina ha denunciato che “A pochi giorni dal rinnovo del Consiglio regionale è stato pubblicato sul Bura l’avviso pubblico per la selezione del nuovo direttore generale dell’Ater dell’Aquila”.
“Una manovra dal sapore squisitamente elettorale portata avanti dal commissario dell’Azienda per l’edilizia residenziale con l’avallo di quella parte politica che lo ha nominato, a questo punto è evidente, con lo scopo di influenzare l’esito delle elezioni del 10 febbraio”, secondo il sindaco.
“Fu lui stesso – replicano i due esponenti dell’opposizione -, in risposta all’interrogazione fatta per chiedere conto dei ritardi sul progetto di riqualificazione di Porta Leoni, a giustificarsi scrivendo che era in fase di predisposizione il Documento preliminare di progettazione e che si era in attesa di un nuovo Responsabile Unico del Procedimento, causa dimissioni del precedente. Nel tentativo odierno di scaricare la sua colpa sull’Ater il sindaco dimostra quindi di avere poca memoria e tanta mala fede, avendo trascurato di dire che il bando in questione si è reso necessario con il pensionamento dell’architetto Gizzi, e la nomina del suo successore spetterà comunque alla nuova amministrazione regionale”, aggiungono i consiglieri.
“A rendere ancor più paradossale la posizione di Biondi è proprio la sua condotta in materia di risorse umane dell’ente comunale: la delibera n. 20 approvata a metà gennaio 2019, infatti, modifica la macrostruttura comunale, introducendo un’ulteriore articolazione nello staff del sindaco. Uno staff che, con le sue unità di personale, ha superato di gran lunga quello dei suoi predecessori e che con quest’ultimo atto potrà ulteriormente aumentare la spesa ad esso dedicata di altri 30.000 euro. Uno staff che, ricordiamo, beneficia già di figure che in realtà dovrebbero svolgere altri compiti in altra sede e sulla ricostruzione, argomento che sembra avere perso molta attenzione da parte di questa compagine politica”, spiegano.
“Anche la delibera n. 488 di fine dicembre scorso ha una sua rilevanza in materia di reperimento di risorse umane; nell’atto si annunciano gli indirizzi per l’attuazione di un piano di interventi sul Gran Sasso ma, con la ricerca di personale esterno, parliamo di 5 unità, l’atto sembra essere più un aumento del fabbisogno del personale che un indirizzo attuativo riguardante il rilancio della montagna; una delibera redatta e approvata proprio a ridosso delle elezioni regionali, non sarà anche questa di stampo elettorale? Sarebbe lecito domandarsi se i profili professionali che si ricercano esternamente siano presenti o meno all’interno dell’amministrazione comunale. È stata fatta questa verifica? Nella delibera non ve n’è traccia. Sembra che sia proprio il caso di dire che Biondi stia guardando pagliuzze, incurante delle travi che gli offuscano la vista”, concludono.






