L’AQUILA – I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria dell’Aquila hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Giancarlo Santariga, dirigente del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna, numero uno della sede coordinata del capoluogo.
L’accusa è pesante: concussione, il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione, ovvero la richiesta di vantaggi o tangenti. In questo caso non si tratta di contanti ma di un’auto, che secondo gli investigatori il provveditore si sarebbe fatto consegnare due anni fa dalla ditta vincitrice di un appalto bandito per conto dalle stesse Fiamme gialle, la romana Prismo Universal Italiana, nella persona del direttore tecnico e responsabile dell’azienda, Agostino Bertoni.
Ancora più clamoroso il fatto che, da quanto si è appreso, le manette siano scattate direttamente all’interno della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza dell’Aquila, dove il dirigente ha il proprio ufficio.
Svolta sotto la direzione del procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, e del sostituto procuratore David Mancini, l’indagine ha riguardato un’ipotesi di concussione che sarebbe stata realizzata dal dirigente nei confronti di una impresa edile, alla quale erano appaltati lavori pubblici, da quanto si è appreso per la realizzazione della nuova sede della Finanza a Pescara.
In particolare, gli uomini del comandante del nucleo di Polizia tributaria, Gianluca De Benedictis, hanno svolto gli accertamenti anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, appostamenti, ascolto di testimoni nonché acquisizione ed esame documentale.
Le risultanze hanno fatto emergere le illecite pretese del pubblico funzionario, che, abusando della sua carica di alto dirigente dei lavori pubblici, secondo gli investigatori ha indotto l’imprenditore a farsi mettere a disposizione un’autovettura con relativo carburante.
Le indagini hanno permesso di scoprire che, all’interno di documenti riguardanti alcuni lavori pubblici da effettuare, era stata predisposta una clausola generica in base alla quale la ditta aggiudicataria dell’appalto si sarebbe impegnata a fornire un’autovettura con finalità riconducibili alla specifica opera pubblica da realizzare.
In realtà, già nei primi mesi del 2009, molto prima della consegna dei lavori (avvenuta nel febbraio 2010), facendo leva sulla posizione apicale rivestita, Santariga avrebbe indotto l’aggiudicatario dell’appalto a noleggiare e pagare l’autovettura, che utilizzava in via esclusiva, servendosene per motivi di natura privata.
Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, il Gip del capoluogo Marco Billi ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del dirigente del provveditorato.
INDAGINI PARTITE DIRETTAMENTE DAI PM
Le indagini che hanno portato all’arresto di Santariga non è partita dalla denuncia dello stesso imprenditore.
È quanto emerso oggi da ambienti della procura della Repubblica dell’Aquila.
È stata l’iniziativa dei pm e, sul campo, della Guardia di finanza, ad attivare indagini sulle attività del provveditorato interregionale delle Opere pubbliche nel quale Santariga ha la responsabilità dell’Abruzzo.
Al vaglio dei finanzieri i numerosi appalti del provveditorato, soprattutto nella ricostruzione post-terremoto.
Sono diverse decine di milioni gli interventi appaltati, in uno di questi, quello riguardante la Questura dell’Aquila, è già scattata un’altra inchiesta.
Nella procura aquilana sono convinti che ci siano personaggi sia tra le istituzioni sia tra i cittadini che hanno normalizzato comportamenti illeciti come leciti.
“Eduardo diceva che le bugie hanno le gambe lunghe – ha spiegato un inquirente – C’è la dinamica psicologica che porta a credere che attività in violazione della legge siano giuste e dovute”.
NEL MIRINO APPALTI RICOSTRUZIONE POST SISMA
L’arresto per concussione del numero uno in Abruzzo del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, Giancarlo Santariga, potrebbe avere pesanti ripercussioni, sia a livello giudiziario, sia a livello di attività sulla ricostruzione post terremoto.
Secondo quanto si è appreso gli inquirenti stanno vagliando intercettazioni telefoniche ambientali e l’altro voluminoso materiale per verificare se emergono elementi sui milionari appalti per la ricostruzione del patrimonio pubblico gestiti da Santariga all’Aquila e nel resto del cratere del terremoto.
Secondo ambienti investigativi, l’arresto per concussione ai danni di un imprenditore nell’ambito dell’appalto per la realizzazione della sede della Guardia di Finanza a Pescara, potrebbe essere solo uno degli elementi che ha messo nei guai l’alto dirigente del provveditorato alle opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, finito ai domiciliari.
Il provveditorato ha gestito e gestirà decine e decine di milioni per la ricostruzione pubblica nel territorio terremotato. Santariga da anni numero uno d’ Abruzzo è considerato uomo forte nel territorio regionale.
CHIODI: ”NON CONOSCO LE CARTE, MA CI VUOLE PRUDENZA”
“Come per il caso della mia dirigente Vanna Andreola, non conosco le carte dell’arresto di Giancarlo Santariga e quindi non sono in grado di esprimere giudizi. Mi auguro solo che queste operazioni si facciano con la prudenza che deve guidare tutti noi”.
Questo il commento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, al nuovo arresto eccellente di oggi, quello del responsabile del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna.
“Devo capire – conclude Chiodi – se davvero da noi c’è un tasso così grosso, più che nelle altre regioni meridionali. Io sono contro le condanne a priori, la verità giudiziaria la fanno i processi, poi vedremo. L’importante è che ci sia prudenza, prudenza, prudenza. Se l’analisi inquirenti è vera, quello che succede ce lo meritiamo, altrimenti vorrà dire che avremo ricevuto danni per niente”. (alb.or.)




