L’AQUILA – Nel 2011 in Abruzzo sono aumentati i reati di associazione di tipo mafioso, soprattutto per l’attività di ricostruzione nel cratere del terremoto, definito il cantiere più grande d’Europa e quindi oggetto di interesse da parte di organizzazioni malavitose.
È questa l’istantanea scattata nella sua relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte d’Appello dell’Aquila, dal presidente vicario della Corte, Augusto Pace, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario presso l’auditorium della Scuola ispettori della Guardia di finanza di Coppito, all’Aquila.
“Quanto ai reati di associazione di tipo mafioso, è da evidenziare un significativo incremento nel periodo nei procedimenti iscritti dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) della procura dell’Aquila – scrive Pace nella relazione – legati all’incisiva attività di contrasto nella ricostruzione post terremoto che, com’era facilmente prevedibile, ha comportato l’arrivo di ingenti finanziamenti pubblici e il correlato rischio di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata”.
Quindi i reati di violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti, questi ultimi due in forma associativa. E poi furti, in particolare in appartamenti e supermercati soprattutto sulla costa, e usura, specie nei territori contraddistinti dalla presenza di etnia rom.
Secondo i dati, inoltre, sono in aumento anche i reati legati all’usura e all’indebita percezione di contributi e finanziamenti statali, di altri enti pubblici o dalla Comunità europea, soprattutto negli uffici giudiziari dell’Aquila e Sulmona, anche questo “come fenomeno connesso alla ricostruzione post terremoto” ha spiegato Pace.
Lievemente diminuito il numero di omicidi volontari, aumentati, invece, gli omicidi colposi riferiti all’esercizio dell’attività medico chirurgica.
Poi c’è il fatto che gli abruzzesi sono troppo litigiosi e l’intero apparato giudiziario ne risente, sia in termini di contenimento dei procedimenti pendenti sia per quanto riguarda la durata dei processi.
L’inaugurazione è stata caratterizzata dalle proteste degli avvocati contro il pacchetto di riforme della professione forense annunciato dal governo di Mario Monti.
“Le norme sulle liberalizzazioni mortificano il ruolo dell’avvocato”, ha detto il presidente del consiglio dell’ordine aquilano, Antonello Carbonara, che dopo aver letto il suo intervento ha abbandonato polemicamente l’aula.
“Non possiamo mettere un banchetto per strada nel quale fare pubblicità offrendo due cause al posto di una oppure promuoverci con insegne luminose installate fuori dai nostri studi – ha proseguito Carbonara – Dobbiamo domandarci se questo è l’avvocato che si vuole al posto, invece, di un professionista che lavora con dignità e professionalità”.
L’abbandono dell’aula in segno di protesta da parte di Carbonara è stato accompagnato da una dichiarazione del presidente vicario Pace, il quale ha sottolineato: “Non possiamo fare a meno che rammaricarci della decisione che priva quest’aula di una importante presenza”.
“Riguardo alle caratteristiche fondamentali del funzionamento della giustizia nell’ambito del distretto – scrive Pace – non possono non evidenziarsi alcuni persistenti disagi strutturali, legati ad un eccesso di domanda giudiziale (derivante da una sempre più crescente litigiosità) non fronteggiata da un’idonea capacità di risposta dell’apparato, a causa soprattutto della persistente scarsità di risorse umane e materiali dispiegate, con inesorabili ricadute in termini di difficile contenimento dell’arretrato e di durata dei tempi dei processi”.
A causa anche dell’appetitosa torta per la ricostruzione post sisma nella nostra regione sono aumentati i reati di tipo mafioso, contro i quali è sempre alta l’attenzione della Dda della Procura dell’Aquila e della Prefettura, mentre continuano a pesare sul sistema giudiziario i reati contro la pubblica amministrazione che vedono nel tribunale di Pescara la maggior concentrazioni di procedimenti (inchiesta Santipoli e contro l’ex sindaco, Luciano D’Alfonso).
Un capitolo a parte è stato dedicato ai processi, innovativi l’intero mondo penalistico per la rilevanza “epocale” del sisma del 2009, in corso all’Aquila per i crolli degli edifici pubblici e privati e a carico della commissione Grandi rischi:
Va meglio nel settore civile grazie all’entrata del nuovo rito che ha consentito, come non accadeva da dieci anni, un sostanziale pareggio nelle cause; una significativa accelerazione, inoltre, è stata registrata anche nei processi in cui viene utilizzato ancora la vecchia modalità di svolgimento dei procedimenti.
Dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Giuseppe Falcone, è giunto il momento di adeguare il quadro normativo vigente alle esigenze processuali attuali: una condicio sine qua non “per ridare fiducia” ai cittadini nei confronti del sistema giudiziario Italiano.
ALLARME CARENZA DI PERSONALE
Dal vice presidente vicario Pace è giunto poi l’allarme per la carenza di personale: le piante organiche degli uffici giudicanti “presentano continue ed allarmanti scoperture, dovute per lo più a pensionamenti o a trasferimenti dei magistrati ad altri uffici”
La criticità più evidente, ha rimarcato, è quella della “sezione civile della Corte d’Appello nella quale, a fronte di una pianta organica di nove magistrati, sono attualmente solo sei magistrati, oltre al presidente”.
Carenze sono state evidenziate anche per il personale amministrativo e di cancelleria. Dal vice presidente vicario Pace è giunto poi l’allarme per la carenza di personale: le piante organiche degli uffici giudicanti “presentano continue ed allarmanti scoperture, dovute per lo più a pensionamenti o a trasferimenti dei magistrati ad altri uffici”
La criticità più evidente, ha rimarcato, è quella della “sezione civile della Corte d’Appello nella quale, a fronte di una pianta organica di nove magistrati, sono attualmente solo sei magistrati, oltre al presidente”.
Carenze sono state evidenziate anche per il personale amministrativo e di cancelleria.
PROTESTA RADICALI, ”28 MILA DETENUTI IN ATTESA”
La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila è stata caratterizzata anche da un’altra protesta, questa volta all’esterno della Scuola ispettori della Guardia di finanza di Coppito, dove uno sparuto gruppo in rappresentanza dei Radicali Italiani ha promosso un sit in.
Riferiscono che non è stato consentito un loro intervento per denunciare il fatto che “28 mila persone stanno aspettando in carcere il momento del proprio giudizio”.
Recita un volantino da loro distribuito: “giustizia amnistia per la Repubblica, 28 mila cittadini in carcere in attesa di giudizio”.
Queste persone “non sono ancora state dichiarate colpevoli e la metà di loro verrà riconosciuta innocente”, si legge ancora nel volantino, “68 mila detenuti sono ristretti in carceri che ne possono contenere appena 45 mila. L’Italia è al momento uno Stato illegale, non rispetta le sue stesse leggi e viola i diritti umani garantiti dalle convenzioni internazionali”.
“Per far ripartire la Giustizia, per eliminare la vergogna delle prescrizioni di massa – continua il volantino – i Radicali propongono una grande amnistia per la Repubblica, un’amnistia di diritto e non di classe, un’amnistia per riportare l’Italia a essere un Paese civile”.
CONTRASTO ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE
È sempre altissimo il livello di guardia di Procura, Direzione distrettuale antimafia e gruppo di controllo interforze per prevenire e contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel “più grande cantiere d’Europa”, quello della ricostruzione post sisma 2009.
Un’attività nella quale, come ha sottolineato il vice presidente Augusto Pace il prefetto dell’Aquila svolge un ruolo centrale e strategico: è lui, una lei in questo momento (Giovanna Maria Iurato) “il nuovo e originale baricentro dell’azione di contrasto”.
L’attività di screening è a 360 gradi: dai controlli nella ricostruzione pubblica e privata alle discariche e trattamento dei rifiuti (24 controlli nel 2011 dai quali non sono emerse situazioni a rischio).
Grande attenzione sui tentativi di riciclaggio e radicamento di sodalizi criminali nel cratere; sotto la lente d’ingrandimento del gruppo interforze subingressi di esercizi commerciali (94) e compravendite di immobil (4274 passaggi di proprietà controllati).
Come, inoltre, ha sottolineato il Procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Giuseppe Falcone grazie allo sforzo della Dda sono stati avviati, nel 2011, 44 procedimenti “con 577 indagati a fronte dell’anno precedente. Di detti procedimenti già 12 si trovano in fase dibattimentale”.
CONTROLLO RICOSTRUZIONE PUBBLICA
Il monitoraggio sugli appalti nella ricostruzione di edifici pubblici ha portato, dal 2009 ad oggi, a 3630 richieste di informazioni antimafia, necessari per le ditte per poter operare: 737 solo nel 2011. Determinanti per il rilascio, o per l’emissione delle interdittive (2) o di informazioni “atipiche” (37), le linee guida, che concentra in capo al Prefetto dell’Aquila la competenza delle certificazioni antimafia per la ricostruzione.
Nell’attività di screening il Gruppo interforze si è avvalso anche del personale della Direzione territoriale del lavoro che ha effettuato accessi nei cantieri con 131 lavoratori identificati, 65 mezzi controllati e 58 aziende rilevate.
Preoccupante la ripresa del fenomeno “del subappalto non autorizzato – ha detto Pace – con cinque casi segnalati nella seconda metà del 2011”.
CONTROLLO RICOSTRUZIONE PRIVATA
La cosiddetta ricostruzione “pesante” rappresenta l’obiettivo più ambito dalle cosche criminali. Per questo Prefettura, Gruppo Interforze e Guardia di finanza hanno alzato il livello di guardia segnalando, alla fine dei controlli, l’attività svolta ai Comuni, ai quali viene data notizia dei tentativi di infiltrazione.
Dettati contenuti nella terza edizione delle linee guida in base alle quali sono stati effettuati già 34 accessi nei cantieri dalla Direzione territoriale del lavoro.
L’attività ha dato i suoi frutti e, nonostante la situazione non sia sotto controllo, è già stato sventato un primo tentativo di infiltrazione e concorso esterno in associazione mafiosa sventato dalla Procura dell’Aquila con un’indagine ha portato all’arresto di quattro persone legate al mondo della ‘ndrangheta”.
Un aumento “preoccupante” lo definisce Pace quello relativo dei procedimenti in fase dibattimentale dei procedimenti penali (+ 12 per cento davanti al giudice monocratico), legato all’aumento delle sopravvenienze (+14 per cento) nonostante l’aumento della definizione dei processi (+ 10 per cento).
Per i reati contro la pubblica amministrazione quello di Pescara rimane il foro maggiormente gravato di lavoro, con i processi Santipoli e contro l’ex sindaco, Luciano D’Alfonso, ancora in corso, mentre è preoccupante l’aumento in Abruzzo per i reati di violenza sessuale e atti persecutori (stalking).
Nel capoluogo i processi per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose sono il leit motiv dei procedimenti aperti nel filone sui crolli (Casa dello studente, Convitto nazionale ecc.) e a carico dei componenti della Commissione grandi rischi.
“Si tratta di procedimenti che, oltre ad avere rilevanza nazionale per il carattere epocale del sisma che ha colpito L’Aquila, rivestono particolare interesse per la scienza penalistica, investendo la responsabilità di costruttori, amministratori e tecnici. – ha detto Pace durante la cerimonia – Merita fra essi una menzione particolare, per l’elaborazione di innovative tesi giuridiche il complesso procedimento penale, già in avanzato stato di celebrazione innanzi al tribunale dell’Aquila, attivato contro i componenti della Commissione grandi rischi, chiamati a rispondere di omicidio colposo plurimo aggravato”.
Lieve aumento per i delitti contro il patrimonio mentre diminuiscono quelli per bancarotta; preoccupazione per le attività legate allo spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione (per lo più concentrata nella zona della Marsica).
Nonostante i ritardi con cui i cittadini fanno i conti da anni qualche buona notizia giunge per ciò che riguarda le cause civili, con il raggiungimento dell’obiettivo dell’inversione del rapporto tra numero delle sentenze civili emesse e nuove iscrizioni, con conseguente abbattimento delle pendenze.
Aumentano separazioni e divorzi e procedimenti in materia di diritto di famiglia, con preoccupante aumento del ricorso alla magistratura civile da parte delle giovani coppie.
Se il processo societario non accenna a decollare in materia di fallimento e procedure concorsuali si registra un aumento costante di istanze.
Sempre più abruzzesi, inoltre, ricorrono alla magistratura per controversie in materia di lavoro e previdenza.
GIUSTIZIA LENTA, TROPPI RIMBORSI
Nel periodo giugno 2010-giugno 2011 sono è stata versata la somma di 6,5 milioni a titolo risarcimento per il mancato rispetto dei tempi ragionevoli del processo.
“È in costante, consistente crescita – ha constato Pace – il flusso delle cause di equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo, le cui iscrizioni hanno raggiunto un numero pari alla metà di quello relativo alle iscrizioni di tutti i procedimenti civili contenzioni pendenti dinanzi alla Corte d’Appello (834 nell’ultimo anno, rispetto a 695 del 2010, a 381 del 2009 e 480 del 2008)”.
“Il che equivale a dire che la corte ormai lavora in gran parte per giudicare sé stessa e i propri ritardi, con il risultato che le cause ordinarie continuano a subire ulteriori rallentamenti, e che le disfunzioni dell’apparato giudiziario appaiono ancor più aggravate”.
Nel 90 per cento dei casi viene riconosciuto il diritto all’indennizzo, con gravi ripercussioni sia per l’Erario sia per l’Amministrazione della Giustizia, alle prese con una cronica carenza di fondi.
“AMMODERNARE SISTEMA GIUDIZIARIO”
Ammodernare il sistema giudiziario, adeguando norme e leggi per rendere più snelli processi e ridare fiducia al cittadino.
È l’imperativo che del procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Giuseppe Falcone, che durante la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha preso la sottolineando la “crisi di fiducia della collettività per la insicurezza che determina il reato allorquando non venga punito in tempi ragionevoli”.
Un obiettivo perseguibile solo attraverso la riduzione dei tempi di definizione del processo.
“Le insufficienze e le inefficienze del sistema che determinano la crisi attuale del processo penale e di quello civile non possono essere ovviate solo con modelli organizzativi migliori o con l’utilizzazione massiccia di strumenti informatici, che, pur necessari, non sono tali, per sé, per imprimere una svolta decisiva al problema”.
“È indispensabile – ha aggiunto il procuratore Falcone – che l’ammodernamento tecnologico proceda di pari passo con quello normativo, che deve perseguire l’obiettivo di eliminare dal codice processuale penale appesantimenti inutili, che, lungi dal fungere da elementi di garanzia, si prospettano in realtà come circostanze utilizzabili per il prolungamento dei tempi del processo al fine di prvenire al non nascosto obiettivo dell’estinzione del reato”.
Sono in aumento, infatti, specie in fase di appello, i reati prescritti.
PAGANO: ”MAGISTRATI RESPONSABILI, I DATI SONO LUSINGHIERI”
L’AQUILA – “Ci fa piacere vedere che nonostante i problemi legati al post-terremoto, la giustizia abruzzese va avanti. I numeri sono lusinghieri, vuol dire che abbiamo una categoria di magistrati particolarmente responsabile. I tempi della giustizia sono un problema italiano, non abruzzese, soprattutto quella civile, e pensiamo che purtroppo la lentezza dei procedimenti civili allontana anche la crescita economica”.
Lo ha detto stamane il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, al termine dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario che si è tenuto presso la Scuola delle Fiamme gialle di Coppito (L’Aquila).
Commentando poi gli arresti per tangenti in Abruzzo, tra cui anche quelli di alcuni funzionari della stessa regione, Pagano ha detto: “I procedimenti sono all’inizio, come sempre i giudizi si danno alla fine e dopo che le sentenze sono passate in giudicato”.
CHIODI: ”MONITORARE MEGLIO LE INFILTRAZIONI”
L’AQUILA – “L’azione di contrasto che si sta mettendo in atto contro le infiltrazioni malavitose è un’azione molto confortante, rassicurante. La preoccupazione che emerge e che emergerà prossimamente sarà il fatto che le infiltrazioni mafiose dovranno essere meglio monitorate per quanto riguarda la ricostruzione privata perché è il settore nel quale i rischi di infiltrazione sono molto elevati”.
Lo ha detto il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al termine della cerimonia di apertura del nuovo anno giudiziario questa mattina all’Aquila.
“Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica – ha aggiunto Chiodi – i meccanismi delle certificazioni antimafia, le analisi della Prefettura, gli screening, hanno consentito di intervenire in due casi attraverso informative atipiche”.
“Per quanto riguarda la ricostruzione privata – ha spiegato Chiodi – questi meccanismi sono ancora più blandi, c’è il rischio alto e quindi ci vuole un’attenzione alta”.
Commentando poi i recenti arresti in Abruzzo per tangenti, Chiodi ha detto: “sono vicende giudiziarie che la magistratura fa bene ad approfondire. Sapremo la verità giudiziaria dopo che ci saranno state le sentenze”.
DEL CORVO SU CHIUSURA PICCOLI TRIBUNALI ABRUZZO
L’AQUILA – “Ho apprezzato l’intervento del presidente vicario della Corte di Appello dell’Aquila, Augusto Pace, nel momento in cui ha messo in evidenza la peculiarità del nostro territorio in rapporto alle riorganizzazioni che si stanno facendo dei tribunali soprattutto per quanto riguarda i carichi di lavoro e delle distanze data la morfologia della Provincia dell’Aquila che rappresenta la metà dell’intera regione Abruzzo”.
Lo ha detto il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, al termine della cerimonia di inaugurazione dall’Anno giudiziario della Corte di Appello dell’Aquila.
“Noi abbiamo un vero problema infrastrutturale – ha aggiunto Del Corvo – di collegamenti per cui aree come l’Alto Sangro hanno difficoltà nel venire all’Aquila per discutere un processo. Per cui spero e credo come ha detto lo stesso Pace che il Ministero prenda in considerazione queste problematiche”.




