ANKARA – Un devastante terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito ieri l’est della Turchia, nella zona del lago di Van, causando centinaia di morti e di feriti ma il bilancio finale sarà decisamente più drammatico: si temono oltre mille vittime ed alcuni esperti citano cifre ancora più devastanti.

L’ultimo bilancio provvisorio è di 366 morti, circa 1.301 feriti e centinaia di dispersi.

Nella provincia montagnosa al confine con l’Iran, una zona sismica come tutta la Turchia già devastata in passato da disastrosi terremoti, sono crollati decine di edifici e si continua a scavare senza sosta nel tentativo di salvare gente intrappolata sotto le macerie.

Si tende ad escludere che possano esserci italiani fra le vittime.

La scossa principale è avvenuta poco dopo le 13:30 locali con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, città di quasi 380 mila abitanti.

Il panico della gente è stato accresciuto da oltre 70 scosse di assestamento, di cui due di magnitudo 5.6 nell’arco di un’ora e una da 5,1 ancora in serata, seguita da una da 6,1 nella notte; poi altre tre da 4.8, 4.3 e 4.2.

Il vicepremier turco, Besir Atalay, ha riferito che il sisma ha abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nella vicina di Ercis, dove però giornalisti hanno contato un’ottantina di palazzi e case distrutte.

Da Istanbul, l’istituto sismologico “Kandilli” ha stimato in mille gli edifici danneggiati.

Il bilancio delle vittime, almeno secondo calcoli teorici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano (Ingv), potrebbe però arrivare addirittura anche a diecimila morti.

Colonne di decine di camion dell’esercito turco sono in viaggio sulla strada che da nord porta a Ercis.

“Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità, – ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini – ci siamo messi a disposizione del governo turco e aspettiamo una richiesta ufficiale di eventuali aiuti”.

Frattini ha inoltre sottolineato che sarebbe “inutile muoversi senza coordinamento”.

Offerte di aiuto sono subito giunte fra l’altro da Nato, Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire l’evento ”con grande preoccupazione”) e anche da Israele nonostante la crisi diplomatico-militare che la contrappone ad Ankara.

Il presidente turco, Abdullah Gul, ha però declinato l’offerta del collega israeliano, Shimon Peres (e si dice anche tutte le altre), mentre il ministero degli esteri ha precisato di non avere fatto ancora nessuna richiesta di assistenza internazionale.

La Turchia, attraversata da pericolosissime faglie, era già stata colpita nel 1999 due terremoti uccisero più di 20 mila persone nel nord-ovest e la provincia di Van aveva patito per un terremoto che nel novembre 1976 causo più di 5.000 vittime.

L’unica famiglia italiana segnalata come residente a Van ha l’appartamento inagibile e ha trovato alloggio in un albergo della zona: i tre (padre, madre e figlia di origine toscane dei quali non si conosce l’identità esatta) fuggendo in auto mentre i palazzi crollavano hanno hanno affermato di essere stati “miracolati”.

Si esclude che possano essere coinvolti altri italiani dato che il lago di Van, noto per i suoi unici gatti nuotatori, è meta di un turismo solo di nicchia.

Nella confinante provincia di Hakkari, poco più a sud, è poi in corso da quattro giorni l’operazione di terra delle Forze armate turche contro i terroristi curdi del Pkk.