ROSETO DEGLI ABRUZZI – “Nugnes mafia”. Sono le scritte offensive comparse in alcune località di Roseto degli Abruzzi contro il sindaco, Mario Nugnes. Ignoti hanno riportato la frase su muri e cartelli. Il primo cittadino ha già presentato formale querela ai carabinieri.
Il gruppo consiliare di Roseto in Azione esprime la “più ferma e incondizionata solidarietà e vicinanza” al sindaco e parla di “gravissime e intollerabili scritte ingiuriose”, che “rappresentano un gesto spregevole che offende non solo la figura del primo cittadino, ma l’intera comunità e le istituzioni democratiche che egli rappresenta. Stigmatizziamo con forza quanto accaduto”, si legge in una nota.
Solidarietà al sindaco viene espressa anche dalla segreteria provinciale di Azione Teramo, secondo cui le “accuse infamanti meritano una sola risposta da parte di chi fa politica: la condanna, netta e senza distinguo. Quello a cui abbiamo assistito – si legge in una nota – è un imbarbarimento che va ben oltre il perimetro della normale competizione politica.
Quando si arriva a imbrattare i muri di una città per affibbiare al suo sindaco un’accusa di quella gravità, non siamo più nel campo della politica: siamo nel campo dell’infamia. Di fronte a episodi come questo non si può restare indifferenti, e noi non lo saremo”.
A nome di tutta l’amministrazione provinciale esprimo la vicinanza personale e istituzionale al sindaco Nugnes per le gravissime scritte offensive comparse in diversi luoghi della città” dichiara il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo.
“La parola mafia non è un insulto qualsiasi. In questo Paese ha un significato preciso, una storia di sangue, di violenza, di sopraffazione. Evoca le stragi, le vittime innocenti, i servitori dello Stato assassinati per difendere la legalità e la democrazia. Usarla per colpire un avversario politico significa offendere anche quella memoria e banalizzare uno dei fenomeni criminali più drammatici della storia italiana.
C’è poi un altro aspetto che considero inquietante: la ripetizione della stessa scritta in diversi luoghi della città solleva molti interrogativi sulla natura dell’episodio. Più che una ragazzata estemporanea, sembra un’azione studiata e pianificata. Saranno naturalmente le indagini ad accertare come si siano svolti i fatti e chi ne sia responsabile.





