ROSETO – Terrore e paura per gli abitanti di Roseto (Teramo), dopo la rapina in una villa vicino Montepagano in cui tre banditi albanesi hanno preso in ostaggio un bambino di 10 anni, minacciandolo insieme ai genitori con una pistola.
È accaduto nell’abitazione del medico estetico F.M. alle 3.30 di notte fra martedì e mercoledì e a quanto pare i tre rapinatori conoscevano assai bene (secondo quanto racconta il quotidiano Il Centro) e nei dettagli la casa.
Al momento l’unico sospetto cade su un barista che avrebbe fatto la “soffiata” sui gioielli e beni di lusso nascosti nella villa. I tre albanesi erano incappucciati al momento dell’irruzione, ma dalle testimonianze delle vittime stesse, parlavano uno spiccato accento albanese. Resta chiaro come i carabinieri della compagnia di Giulianova stanno seguendo una traccia ben precisa, con gli occhi puntati sulla comunità albanese della zona.
Solo negli ultimi tempi nella villa erano stati fatti dei lavori di ristrutturazione e solo alcuni avrebbero avuto la possibilità di studiare più nel dettaglio la disposizione delle stanze e tutti gli interni dell’abitazione. L’ingresso in villa non deve essere stato così difficile per i malviventi, anche perchè il sofisticatissimo sistema di allarme non era attivo.
Tagliare la rete di recinzione e forzare la finestra del seminterrato è stato poi un gioco da ragazzi. Rapito il bambino, i rapinatori lo hanno condotto nella stanza dei genitori, che in quel momento dormivano. Una torcia luminosa puntata sui loro volti li ha svegliati in preda a momenti di panico e paura. Il piccolo avrebbbe poi cercato di reagire, ma per farlo tacere i malviventi si sono accaniti su di lui, con violenti pugni e calci, per poi legarlo con i vestiti della madre, che terrorizzata li implorava di smettere.
Sotto minacce insistenti, le vittime sono state costrette a consegnare ai banditi le chiavi della cassaforte, da cui sono stati sottratti contanti e preziosi del valore di oltre 50 mila euro. Messo a segno il colpo, i tre sono poi fuggiti dall’abitazione a piedi e avrebbero raggiunto una macchina che li stava aspettando.
Ora si attende l’immediata convocazione di un tavolo per la sicurezza tra prefetto e istituzioni provinciali e comunali, ma soprattutto un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.




