PESCARA – E’ stato rinviato a lunedì il tavolo del centrodestra sulle partecipate della Regione previsto per oggi a Pescara: il summit con i segretari di partito ed i capogruppo in consiglio regionale della maggioranza di centrodestra del riconfermato Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, avrebbe dovuto decidere le prime nomine, dopo una serie di riunioni piene di tensioni nelle quali i protagonisti sono solo riusciti a stabilire le regole del gioco, né tantomeno a trovare una quadra.
Oggi sul tavolo erano attesi i primi nomi dei papabili presidenti, ma ad impedirlo è stata l’irrisolta diversità di vedute sul metodo, e si vedrà se il weekend porterà buoni consigli.
Nessuno mette in dubbio che Fdi, salita rispetto alla passata legislatura dal 6% al oltre il 24%, manuale Cencelli alla mano, dovrà fare la parte del leone e portare a casa almeno la metà delle presidenze e componenti del cda, calcolati in base non solo al numero aritmetico, ma a quello, ponderato in base al peso e importanza dei singoli enti.
E questo a discapito della Lega, scesa invece al 7,5% dal 27,5% di cinque anni fa, e che aveva fatto legittimamente nel precedente giro man bassa di cariche.
Con Forza Italia, che in base al buon 13,4% preso il 1o marzo, rivendica un quarto dei posti.
A complicare una salomonica ripartizione non certo facile da calcolare, è però intanto la richiesta di Marsilio di una adeguata percentuale di posti anche per la lista del presidente, che ha preso il 5,7%.
E c’è la Lega che si è opposta alla proposta di Fratelli d’Italia, di procedere intanto, come antipasto, al commissariamento dell’Agenzia regionale per le attività produttive (Arap), di cui è ora presidente Giovanni Savini, in quota Forza Italia.
I salviniani, affiancato da Noi Moderati, con cui è stata sancita una federazione in consiglio regionale, chiede infatti che prima si stabiliscano i criteri, per la quale un ente debba essere commissariato, criterio che a quel punto andrebbe stabilito per tutti gli enti, e non solo quelli a cui mira Fdi.
I meloniani contestano da parte loro alla Lega il fatto che ha già blindati e a suo appannaggio, al riparo per statuto dallo spoil system, ameno fino alla fine del mandato dell’attuale governance, l’Agenzia sanitaria regionale (Asr), dove il direttore generale, in quota Lega, è il medico aquilano Pierluigi Cosenza, nominato nel 2021, e confermato per altri due anni, fino a febbraio 2026 con una delibera di giunta del febbraio scorso, poco prima delle elezioni.
Lo stesso dicasi per l’Agenzia regionale della tutela ambientale (Arta), dove direttore è l’avvocato aquilano Maurizio Dionisio, anche lui in quota Lega, unico dirigente nella storia della Regione ad essere stato rinominato con un percorso ad hoc per cinque anni, e con scadenza fino a maggio 2028.
Tutto ciò complica il cambio di casacca negli enti dove invece lo spoil system è possibile, con i ballo i cda in scadenza della Saga, che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, e di cui è presidente in quota Lega Vittorio Catone, l’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico, con presidente Nunzio Merolli, anche lui in quota Lega, la Tua, la società regionale del trasporto pubblico, in mano a Forza Italia, con il presidente Gabriele De Angelis, segretario provinciale dell’Aquila, la Fira, la finanziaria regionale, di cui è presidente fino al 2025 Giacomo D’Ignazio, in quota Lega anche lui, ma sempre più vicino a Fdi. E ancora Abruzzo progetti spa, di cui è ora amministratore unico Andrea Di Biase, fedelissimo del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. E Areacom, la stazione appaltante unica della Regione, dove è direttore generale Donato Cavallo.
Oggetto del contendere sono le Aziende regionali per il diritto allo studio (Adsu) e le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale (Ater), più varie altre postazioni negli enti in cui la Regione ha una quota di partecipazione.
C’è poi in vista il posto pesantissimo del direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, visto che Ferdinando Romano è stato appena prorogato di un anno con una delibera di giunta contestata dalla Lega, il 16 giugno scorso, con l’argomento che non ci si può permettere un nuovo bando nell’emergenza deficit e con il piano di rientro da attuare a spron battuto. Discorso diverso per gli altri tre direttori generali, Maurizio Di Giosia per la Asl di Teramo, Thomas Schael per la Asl di Chieti Lanciano Vasto, Vero Michitelli per la Asl di Pescara, sono stati confermati per un nuovo mandato ad agosto del 2023.






