CHIETI – “Negare la possibilità di erogare, senza limiti di budget precostituiti, prestazioni di alta specializzazione nell’ambito della mobilità interregionale, prestazioni salvavita ad alta complessità (quali sono, ad esempio, quelle neurochirurgiche), nella consapevolezza che non esistono nella regione Molise altre strutture sanitarie in grado di fornirle, si appalesa del tutto illogico ed irragionevole, specie se si considera che tali prestazioni, se rese nei confronti dei pazienti di altre regioni, non comportano oneri a carico della Regione Molise”.
Con questa motivazione principale il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, di Pozzilli in Molise, di proprietà dell’europarlamentare Aldo Patriciello, che ha una sua articolazione anche in Abruzzo, con la clinica Immacolata, acquisita nel 2020.
Una sentenza che riguarda anche l’Abruzzo, da cui arrivano alla Neutromed della vicina Isernia, molti pazienti, non essendoci in regione strutture specializzate di ricovero e cura delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico, autorizzato ed accreditato dal Servizio sanitario nazionale.
La decisione di Palazzo Spada ha ribaltato la sentenza del Tar Molise del 2021, che aveva respinto il ricorso della clinica contro provvedimenti dell’allora commissario ad Acta per la sanità molisana Angelo Giustini che aveva fissato i tetti di spesa per le strutture sanitarie private accreditate.
I ricorrenti contestavano, tra l’altro, le parti dei provvedimenti che fissavano i limiti di spesa per le prestazioni erogate eliminando, anche retroattivamente, la deroga ai tetti per le prestazioni indifferibili o salvavita; non si sarebbe inoltre fatta distinzione tra pazienti regionali ed extraregionali, quelli a cui è destinata la maggior parte delle prestazioni, ricordano i giudici del Consiglio di Stato.
Le strutture lamentavano inoltre che il Commissario non aveva tenuto conto della loro natura di ospedali di eccellenza a livello nazionale, non equiparabili agli altri centri regionali accreditati.
I giudici di Palazzo Spada hanno perciò accolto tutti i motivi di ricorso, annullando i provvedimenti che fissavano i tetti di spesa.
Ma il Tar non ha dato credito a queste argomentazioni.
Di segno opposto invece la decisione del Consiglio di Stato.
“Il Tar -. si legge nella decisione -, non ha tenuto conto della specificità di tale nosocomio nell’ambito della mobilità attiva extraregionale, e neppure della sua qualificazione come polo di eccellenza, in grado di fornire prestazioni sanitarie di alto livello per le patologie del sistema nervoso centrale e periferico, attraendo pazienti non solo regionali, ma anche provenienti da altre regioni del centro-sud, rendendo loro più agevole, e meno oneroso, l’accesso alle cure”.
L”85% delle prestazioni rese dal Neuromed vengono fornite nei confronti di pazienti extraregionali, moltissimi gli abruzzesi,
Nello specifico, scrivono i giudici, “la struttura ricorrente viene utilizzata non solo dalla popolazione regionale, ma costituisce un polo di attrazione anche per i pazienti extraregionali; la Regione Molise, grazie al Neuromed, registra il saldo di mobilità sanitaria interregionale positivo (pari a circa 33 milioni di euro), in quanto la “mobilità passiva” (e cioè la spesa per pazienti molisani che si curano fuori regione) è inferiore a quella “attiva” (costituita dai pazienti di altre regioni che vanno a curarsi in Molise, che afferiscono principalmente nei poli di eccellenza regionale Gemelli Molise e Neuromed)”.
A persuadere i giudici anche quanto argomentato dai legali della Neuromed, che hanno richiamato uno studio dell’Agenas, l’agenzia per i Servizi Sanitari Nazionali) secondo cui “la mobilità interregionale è un processo “a somma zero”, nel senso che la somma algebrica dei saldi tra le Regioni/Province autonome è sempre pari a zero, quindi non rappresenta mai un guadagno o una perdita per il livello Nazionale.
“Da ciò si evince, in modo palese – scrivono i giudici -, che la scelta del Commissario ad acta di sottoporre a budget invalicabile anche le prestazioni eseguite in favore dei pazienti di altre regioni non può giustificarsi per ragioni di contenimento della spesa, atteso che il costo di tali prestazioni ricade sulle regioni di provenienza, e non sul bilancio della Regione Molise. Peraltro, questa scelta si pone pure in contrasto con la decisione di istituire, nella regione Molise, una struttura sanitaria deputata alla cura delle malattie neurologiche: come già sottolineato, questa struttura sanitaria non stata finanziata e realizzata per la cura dei soli pazienti molisani, ma al fine di coprire il fabbisogno di cure di alta specialità per tutto il bacino del centro-sud Italia”.




