L’AQUILA – “Apprendo dell’iniziativa della consigliera Barbara Stella e del suo emendamento che prevede il divieto assoluto di assunzione di coniugi, parenti e affini come collaboratori dei gruppi consiliari. Mi auguro che si faccia promotrice della stessa iniziativa anche al Comune di Chieti dove mi sembra che il fenomeno ‘parentopoli e affini’ sia abbondantemente consolidato…”
Un velenoso comunicato stampa, quello del capogruppo di Forza Italia, il chietino Mauro Febbo, visto che il riferimento probabilmente è alla nomina del 20 ottobre scorso, da parte del sindaco di Chieti, il dem Diego Ferrara, ad assessore esterno alla Sanità, alle Pari Opportunità, al Tso e al Randagismo al comune di Chieti, di Fabio Stella, ex capo di gabinetto del deputato ed ex sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, Gianluca Vacca, e poi rimasto senza incarico. Fratello del consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Barbara Stella.
Una nomina che ha mandato su tutte le furie il gruppo regionale del Movimento 5 stelle e in particolare il capogruppo, la chietina Sara Marcozzi, scavalcata nella sua città dal gruppo locale dei pentastellati.
Stella ora ha presentato un emendamento al progetto di Legge “Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative e ulteriori disposizioni urgenti”, che prevede il divieto assoluto di assunzione di coniugi, parenti e affini come collaboratori dei gruppi consiliari”, spiegando che “questa è una battaglia storica che ha visto il M5S sempre in prima linea e di cui mi faccio promotrice, una norma di principio che, a mio giudizio, va sigillata nelle regole della Regione Abruzzo per il presente ma anche per il futuro”.
Durissimo il commento di Febbo, che insinua: “la sua non sarà mica una iniziativa per colpire qualcuno dei suoi colleghi in Consiglio regionale?”.
“Certo, sorprende che la collega Stella chiami in causa le “battaglie storiche” del Movimento a dispetto di quanto sta accadendo in questo ultimo periodo nel quale abbiamo visto comminare una dopo l’altra tutte le bandiere dei 5 stelle sia a Roma sia in Consiglio regionale – incalza Febbo -. Per quanto riguarda la riduzione delle indennità dei Consiglieri regionali, ad esempio, quando presentai la proposta di legge per riparametrarle al reddito percepito l’anno precedente alla elezione non trovai certo nessun sostegno o condivisione da parte dei 5stelle, forse perché molti erano pari a zero o vicini allo zero”.
“Gli stessi, è bene ricordarlo, che hanno cambiato idea sul Pd, su Tap e Tav, sul finanziamento pubblico ai partiti o sul doppio mandato e potrei continuare. Quindi, ben vengano queste iniziative ma chiedo alla collega Stella di evitare le lezioni di morale. A pensarci bene però verrebbe da chiedersi: la sua non sarà mica una iniziativa per colpire qualcuno dei suoi colleghi in Consiglio regionale?”, chiosa il capogruppo Fi.






